Riceviamo e pubblichiamo – Volevo scrivere un bell’articolo, cercando di diffondere concetti di corretto animalismo, auspicando il superamento dell’idea stessa del canile, luogo perlopiù orribile, che non risolve il problema del randagismo, bensì lo rende ingestibile.
Avrei voluto parlarvi di microcippatura, di sterilizzazione a costi contenuti, d’incentivazione all’adozione, di corsi per proprietari, poi ho guardato il mio adorato cane e ne è uscito quello che segue. Leggetelo, commentatelo, diffondetelo, prendetemi a male parole, ma, per l’amor di Dio, non restate indifferenti.
Padrona, ma noi cani siamo bravi? No, non io, in particolare, io lo so che sono bravissimo, ma in generale? Vediamo un po’… circa 10mila anni fa, abbiamo rinunciato alla nostra vita libera, in cambio della vostra protezione e del vostro affetto. Abbiamo lavorato per voi, per ognuno di voi, bello, brutto, ricco, povero, potente o misero, purché fosse il nostro padrone. Non abbiamo sindacato, non conosciamo orario di lavoro, non scioperiamo e, purtroppo, non votiamo! La gratifica più ambita è la vostra carezza e quando ce ne andiamo, oltre il ponte dell’arcobaleno, lì dove vi aspetteremo per sempre, la nostra maggiore tristezza è lasciarvi.
Questo lo sapete tutti, no? E allora, padrona mia, dimmi che non è vero, quello che mi raccontano. Che non esistono luoghi disumani chiamati canili, dove i miei fratelli vengono rinchiusi perché sono cani senza padrone. Un grande, infinito dolore, che viene trasformato in colpa.
Una colpa che prevede una pena terribile, quasi sempre il carcere a vita, qualche volte l’iniezione letale. Colpevoli di possibile morso, colpevoli della pretesa di vivere come la nostra natura prevede, colpevoli di poter spaventare, madri con bambini, persone anziane, gente che ha paura di noi solo vedendoci. E allora diventiamo un problema, che nessuno si preoccupa di prevenire, semplicemente ci togliete di mezzo, fate scattare un lucchetto e ve ne andate a casa, tranquilli…
Padrona, dimmi che non è vero che voi umani siete capaci di fare a noi cani tutto questo e che ve ne fregate se c’è una legge, fatta proprio da voi, che ci dichiara esseri senzienti, che non potete maltrattarci, che abbiamo diritto, come ogni creatura, alla felicità. E se noi siamo felici ululando alla luna, correndo tra prati verdi e scavando una buca alla ricerca del nostro personale tesoro, se noi siamo felici odorando i nostri simili e rispettando le nostre usanze, anche se sono diverse dalle vostre, non per questo non meritiamo rispetto e considerazione.
Magari, però, mi hanno raccontato balle o io ho capito male, tu però, dimmi che tutto questo non è vero, che non succede, che non è permesso, dimmelo in nome della razza umana che tu per me rappresenti, dimmelo guardandomi negli occhi, nei miei occhi che, finché sarò su questa dimensione, non cesseranno mai di nutrirsi della tua vista.
Haller
Vorrei poter dire ad Haller, il mio cane, che gli umani stanno, seriamente, impegnandosi perché tutto quello che lui ha descritto così bene, non esista più…
Antonella Bruni
