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Il procuratore capo incontra gli studenti del Buratti

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Il procuratore capo Alberto Pazienti incontra gli studenti del liceo Buratti

Il procuratore capo Alberto Pazienti incontra gli studenti del liceo Buratti

– Non c’erano nastri da tagliare o discorsi e protocolli da rispettare, per questo Alberto Pazienti – procuratore capo presso la procura della Repubblica di Viterbo – ha accettato l’invito della dirigente scolastica Paola Moscucci ad incontrare gli alunni del Liceo Buratti per ricordare le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel ventennale della loro scomparsa.

In un’aula magna gremita di studenti attenti come non mai è stata per prima la preside Moscucci a prendere la parola per presentare l’ospite agli studenti.

“E’ un onore averla qui – ha esordito la Moscucci – segno di sensibilità verso la scuola e verso coloro che gestiranno il nostro futuro. Con la sua presenza dimostriamo agli studenti che lo Stato è presente anche in questo difficile momento e soprattutto che la mafia si combatte con l’impegno quotidiano, rispettando le istituzioni e le regole. L’atteggiamento mafioso può esistere anche in mezzo a noi e si inizia a combatterlo rispettando le regole, anche quelle che ci impongono sacrifici”.

L’incontro è continuato con la lettura da parte di un alunno di uno scritto di Paolo Borsellino in memoria di Giovanni Falcone con dei passi molto toccanti che hanno colpito in maniera forte gli studenti presenti.

A seguire è stato proiettato un filmato di Rai Educational in cui si racconta la storia dei due magistrati uccisi e soprattutto il loro impegno nel combattere la mafia.

Al termine del filmato ha preso la parola il procuratore capo Alberto Pazienti. “ Palermo non è lontana – ha esordito – e vi invito a mantenere la memoria delle vicende di Falcone e Borsellino, essi vi danno il passaggio di testimone per un rinnovamento culturale tra i giovani. Ognuno deve compiere il proprio dovere, costi quel che costi. Ricordo tutti gli episodi che mi hanno legato a Falcone e Borsellino e vi assicuro che mi hanno insegnato tantissimo professionalmente perchè loro avevano un’esperienza che io non avevo.”

Il procuratore ha raccontato anche aneddoti e fatti della sua vita professionale in particolare quelli che lo legavano ai due magistrati uccisi.

“Gli incontri come quello di oggi – ha concluso Pazienti – hanno l’obbiettivo di smuovere le coscienze , l’ indifferenza, l’ omertà. La paura della mafia è legittima diceva Paolo Borsellino, ma l’ importante è che insieme alla paura ci sia il coraggio. Questo è uno dei messaggi che ci hanno lasciato Falcone e Borsellino.”

Sicuramente l’incontro al Buratti ha centrato l’ obiettivo di smuovere le coscienze degli studenti, infatti al termine della manifestazione ci sono stati interventi da parte degli studenti a cui il Procuratore Capo Pazienti ha risposto con puntualità raccomandandosi di non lasciarsi mai condizionare e di avere sempre fiducia nello Stato e nelle istituzioni.


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