Riceviamo e pubblichiamo – Decidiamo di parlare di nuovo ai lavoratori dell’amministrazione provinciale di Viterbo, e in particolar modo ai lavoratori precari, perché comprendiamo che tutti i lavoratori stanno vivendo, a causa della crisi, una situazione difficilissima.
Numerose imprese della sanità convenzionata i cui lavoratori sono rappresentati dalla nostra federazione non stanno percependo i salari accessori (tredicesime e quattordicesime), talvolta neppure le retribuzioni.
Nella sanità pubblica i lavoratori sono costretti a turni massacranti, dato che non si assume più nessuno neppure per le sostituzioni più brevi.
Il compito del Sindacato (confederale) in momenti drammatici come quelli che stiamo vivendo è ricordare il valore fondamentale della solidarietà con quelli che si trovano nelle situazioni più critiche.
In particolare con i giovani rimasti senza lavoro, o con i giovani lavoratori precari oppressi da anni di sfruttamento a causa della falsa flessibilità.
Quando, recentemente, un datore di lavoro ci ha proposto di abbassare le retribuzioni del 15%, definitivamente, per causa della crisi, noi abbiamo difeso i diritti dei lavoratori, e ci siamo opposti, impedendo che questo accadesse.
Ebbene, alcuni lavoratori, dopo, ci hanno detto che forse sarebbe stato meglio accettare (una proposta tanto indecente!) pur di non rischiare di perdere il posto di lavoro.
È una posizione chiaramente sbagliata.
Ma noi la comprendiamo; perché noi rappresentiamo soprattutto questi lavoratori, più deboli, preoccupati del loro futuro.
Ricordando sempre però – noi e i lavoratori – che il nostro compito in questi casi è resistere, difendere i diritti dei lavoratori, fino alla fine…
Nell’amministrazione provinciale stiamo registrando alcune revoche dell’adesione alla nostra organizzazione, che vediamo a prima vista esser assai singolari… particolari… strane.
Abbiamo comprensione per quei lavoratori; forse la preoccupazione per il loro futuro, e la speranza per un lavoro migliore, più stabile e più sicuro, può averli costretti a questa scelta…
Speriamo che in quel futuro migliore, con quel lavoro più finalmente stabile ci ritroveremo.
Se, poi, vi sia pure un qualche spregevole speculatore, che sulla debolezza dei lavoratori, in questo drammatico momento, stia fondando ricatti ai danni dei loro diritti – tanto più sacri perché la Repubblica Italiana, democratica, antifascista, proprio sul lavoro si fonda – in qualche modo interferendo con la loro libertà di associazione (anche essa sacra per la nostra Costituzione) ebbene, alla fine di questa vicenda anche egli ritroveremo dove merita… e forse riusciremo anche a fargli pagare qualche danno arrecato…
Angelo Sambuci
Segretario Uli Fpl