![]() Giuseppe Maria Aloisio |
![]() Roberto Angelucci |
![]() Mauro Paoloni |
– Richieste di arresto per Aloisio & Co., i giudici prendono tempo.
Resta incerto il destino di Giuseppe Aloisio e degli altri tre indagati dell’inchiesta Asl Viterbo.
I giudici del tribunale della libertà si sono riservati la decisione sulle richieste di arresto avanzate per l’ex direttore generale Aloisio, il suo consulente Mauro Paoloni e gli imprenditori Roberto Angelucci e Gianluca Parroccini.
L’udienza di questa mattina serviva per discutere il ricorso in appello dei pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, titolari della maxiindagine. Il gip aveva respinto le loro quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, ma loro hanno impugnato la sua decisione davanti al tribunale della libertà.
I pm non hanno dubbi: tanto per l’ex dg della Asl quanto per gli altri tre sussistono ancora esigenze cautelari. Pericolo di fuga, ma soprattutto inquinamento delle prove e reiterazione dei reati, in virtù degli incarichi che, a detta dei magistrati, i quattro ricoprono ancora, alla Asl e non.
Le difese hanno ribattuto punto per punto, puntando sulla mancanza di attualità delle richieste, avanzate due anni dopo l’apertura dell’inchiesta. Presenti tutti i legali: Filippo Dinacci e Giuliano Migliorati per Angelucci, Roberto Massatani e Alessandro Diddi per Aloisio, Alberto Parroccini per Parroccini e lo stesso Diddi per Paoloni.
L’udienza, svoltasi a porte chiuse e iniziata alle 9,45, è durata due ore. La decisione del collegio è attesa per i prossimi quindici giorni.


