– Quarantuno pagine per dire che “così proprio non va”.
Il governo Monti, in materia di sanità, rimanda la Polverini a giugno. Il presidente della Regione Lazio e commissario straordinario per la Sanità non ha superato l’esame del governo.
In base a quanto scaturito nell’ultima riunione del 3 aprile scorso, come riporta il Corriere della sera di lunedì 7 maggio, i tecnici del governo avrebbero riscontrato gravi ritardi nell’attuazione del piano di rientro. Un fatto che ha portato il governo a prendere misure drastiche: niente fondi alla Regione, fino alla prossima revisione.
Oltre al ritardo nell’attuazione del piano il governo avrebbe chiesto alla Regione chiarimenti e modifiche agli accordi ai contratti con le strutture convenzionate e policlinici universitari. Bocciatura anche per le 166 assunzioni in deroga.
“I problemi – si legge nell’artico a firma di Francesco di Frischia – sono elencati nella relazione (41 pagine) scritta al termine della riunione del tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti del 3 aprile scorso. All’incontro che ha cadenza trimestrale partecipano esperti del ministero dell’Economia, della Salute e della stessa Regione”.
I tecnici del governo hanno infatti sottolineato che 14 ospedali del Lazio su 46 non hanno ancora sottoscritto il budget per acuti e invitano la Regione a formalizzare, in tempi rapidi e in maniera più appropriata, i documenti di attribuzione del budget in coerenza con il fabbisogno e con la rete ospedaliera.
Ma non finisce qui. “Il tavolo tecnico chiede chiarimenti anche sul perché – si legge ancora sul Corriere della Sera – a fronte di un eccesso di letti di riabilitazione rispetto a quanto indicato nel Piano sanitario regionale, si prevede un incremento degli stessi sia a livello ospedaliero che territoriale”. E come se non bastasse, dopo la chiusura di 20 dei 24 piccoli ospedali che dovevano essere riconvertiti, i tecnici chiedono alla Regione una relazione dettagliata perché sarebbe emersa una non puntuale corrispondenza tra le indicazioni prescritte e il provvedimento generale.
Tra i problemi emersi nella relazione, ci sono gravi ritardi anche nell’attuazione del progetto di tessera sanitaria del Lazio.
Tutto questo ha portato alla chiusura dei rubinetti. La Regione, allo stato de fatti, continuerà a non incassare dal governo Monti nessun fondo, almeno fino giugno, mese in cui è prevista la prossima revisione dei tecnici.
