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Tentato omicidio De Vito, il 5 giugno la sentenza

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Giorgio De Vito

Giorgio De Vito

Emiliano Liberati

Emiliano Liberati

Mariola Michta

Mariola Michta

L'avvocato di De Vito Enrico Valentini

L'avvocato di De Vito Enrico Valentini

L'avvocato Roberto Fava

L'avvocato Roberto Fava per Mariola Michta

Il pm Renzo Petroselli

Il pm Renzo Petroselli

Nuova udienza al tribunale di Viterbo per il processo per tentato omicidio a Giorgio De Vito.

Il 37enne napoletano condannato all’ergastolo per l’omicidio di una 30enne di Civita Castellana è comparso ieri mattina davanti al gup Franca Marinelli.

Come da programma, sono stati sentiti i tre periti incaricati dal tribunale di sottoporre l’imputato a perizia psichiatrica: lo psicologo Mario Morucci, il medico chirurgo Eugenio Pascucci e il dirigente medico specialista in medicina legale Alessandro Pinnavaia.

Ieri i risultati della relazione scritta a sei mani dai tre specialisti è stata illustrata a giudice, avvocati e pm. Il pool di esperti sostiene, in pratica, che De Vito fosse incapace di intendere e di volere quando ha aggredito a colpi di scimitarra l’operaio di Fabrica di Roma Emiliano Liberati, parte civile al processo con rito abbreviato insieme a Mariola Michta, ex compagna dell’imputato.

De Vito avrebbe agito perché geloso di Liberati, presunto nuovo compagno della polacca. Ecco perché nel maggio 2010, pochi giorni prima di essere incriminato per l’omicidio di Marcella Rizzello, avrebbe teso una trappola ai due, aspettandoli in casa per poi aggredirli. Dinamica che l’imputato ha sempre negato, sostenendo di averli, invece, scoperti a rubare nel suo appartamento.

Oltre ai tre periti è stato sentito anche il consulente del pm Renzo Petroselli, Giovan Battista Traverso.

Seduta aggiornata al pomeriggio del 5 giugno, per requisitoria, arringhe e sentenza.


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