– Articolo 18, posto fisso, flessibilità, riforme. Da mesi ormai non facciamo altro che sentire parlare di questi temi, inseriti nel più ampio contesto della crisi economica internazionale che ha acuito la contrazione del mercato del lavoro e ampliato le percentuali di disoccupazione.
Nella mia esperienza di assessore alla formazione e lavoro mi sono reso conto che, parlando di queste tematiche, troppo spesso per affrontarle si parte da una concezione non più corrispondente all’attuale realtà dei fatti.
Mi spiego meglio. Fino a poco tempo fa portare a termine il proprio corso di studi e conseguire una laurea erano considerati gli unici modi per poter trovare un lavoro che permettesse ai ragazzi di vivere tranquillamente e in prosperità. Oggi, purtroppo, questo non sempre basta. O meglio, non basta più.
E’ necessario, perciò, voltarsi verso il passato per poter guardare con più serenità al futuro. Tornare alla terra, per esempio, riscoprendo il gusto di quell’economia reale che nella nostra provincia rappresenta il principale fattore del Pil territoriale. La fortissima vocazione agricola del Viterbese è una risorsa che può rappresentare la chiave di volta per superare la crisi. Il patrimonio naturalistico, ambientale, enogastromico che la Tuscia ci porta in dote deve servire da stimolo per imprese che puntino sulla qualità e sulla tipicità delle produzioni e dell’offerta turistica.
Penso, per esempio, a coltivazioni di eccellenza, come la nocciola gentile di Caprarola o le lenticchie di Onano. Meglio scegliere di puntare su prodotti di qualità, che hanno anche un ritorno economico maggiore e che oggi sono diventati leader del mercato, piuttosto che sulla quantità di produzioni generiche.
Qualifichiamo e rendiamo irripetibili altrove i frutti del nostro lavoro, inserendoli in un circuito turistico fondato su bellezze e tesori che nulla hanno da invidiare alle più rinomate zone dell’Umbria e della Toscana.
Riscopriamo l’identità della nostra tradizione, delle nostre origini, e torniamo alla terra servendoci delle migliorie dell’innovazione, perché senza identità non può esserci futuro.
Paolo Bianchini
Assessore al Lavoro e formazione della Provincia di Viterbo
