![]() L'assessore regionale al Turismo Stefano Zappalà |
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![]() Ersilia Maffeo, direttore dell'agenzia regionale del turismo |
![]() Il sindaco Giulio Marini |
![]() L'assessore provinciale al Turismo Andrea Danti |
![]() La conferenza stampa alle terme dei Papi |
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![]() Il consigliere comunale Alvaro Ricci tra il pubblico |
– “Mostriamo le nostre bellezze agli esperti stranieri. Facciamo venire i tour operator nel Lazio. Smettiamo di spendere soldi inutili per partecipare a fiere turistiche all’estero che non portano frutti”.
L’assessore regionale al Turismo e al Marketing del “Made in Lazio” Stefano Zappalà inverte la rotta e inventa un nuovo modo di promuovere il territorio. “Nel 2010 – spiega – ci siamo accorti che partecipare a una fiera del turismo all’estero costa circa 200mila euro. Decisamente troppo. Da qui è partita l’idea di cambiare strategia cercando di spendere meno avendo comunque un risultato importante, se non addirittura migliore del precedente”.
Nascono così gli Educational Tour: iniziative organizzate dall’assessorato della Pisana durante le quali i rappresentanti dei maggiori tour operator e della stampa estera vengono a far visita al Lazio, soggiornando negli alberghi e toccando con mano le bellezze del territorio. Una serie di tour previsti per tutte le cinque province laziali, il primo dei quali è partito ieri proprio dalla Tuscia.
“E’ inutile stare due o tre giorni in uno stand di una fiera a Mosca – ha detto Zappalà durante la conferenza stampa di presentazione alle Terme dei Papi – portando al massimo qualche foto di un catalogo per far conoscere il Lazio. E’ molto più utile, invece, far toccare con mano agli esperti le bellezze che abbiamo, facendoli dormire nei nostri alberghi, mangiare nei nostri ristoranti e visitare i monumenti storici e culturali”.
E di bellezze il Lazio ne ha anche troppe. “Da ogni parte mi sento dire che Roma penalizza il resto del traffico turistico della regione – continua Zappalà –. Io non credo che sia così. O meglio, sono convinto che un cinese che viene in Italia abbia più voglia di visitare Roma piuttosto che Viterbo o Rieti e mi sembra anche logico. Ma, per fare un esempio, il mio assessorato non ha dato un soldo a Roma. Noi vogliamo puntare su tutto il resto: sulle terme, sugli Etruschi, sui laghi. Nella Tuscia, e nel Lazio più in generale, ce n’è davvero per tutti i gusti”.
Gli educational tour, partiti ieri dalla Tuscia, sono stati creati dall’agenzia regionale del territorio diretta da Ersilia Maffeo. “Siamo partiti proprio da zero – spiega la Maffeo – e questa è la prima esperienza concerta che vediamo compiersi. Ciò che ci entusiasma in maniera particolare è che, come diceva anche l’assessore, di idee e di canali sui quali spingere ce ne sono davvero moltissimi. Oggi per esempio presentiamo il tour incentrato sul turismo termale, ma in programma abbiamo altri cinque percorsi che si interesseranno di natura, enogastrononia, cultura e molto altro”.
Il costo complessivo del progetto si aggira intorno ai 300mila euro. “Ci è costato come una fiera e mezza – scherza Zappalà – ma in compenso invece di spendere tre giorni all’estero abbiamo concretamente promosso il nostro patrimonio a chi poi lo potrà raccontare e rendere appetibile ai propri connazionali”.
Ad accogliere Stefano Zappalà a Viterbo c’erano anche l’assessore provinciale al Turismo Andrea Danti e il sindaco Giulio Marini. “Ringrazio Zappalà – dichiara Danti – per averci coinvolto in questo progetto e concordo con lui per quanto riguarda il ruolo di Roma da un punto di vista turistico. Anche io sono convinto che è più che logico che la Capitale abbia un flusso enorme, non paragonabile al resto della regione, ma è anche vero che questo aspetto può e deve essere sfruttato a nostro favore. Avere Roma vicina non è una limitazione, ma una risorsa”.
E una risorsa lo è anche Civitavecchia. Ne è convinto il sindaco Marini che aggiunge: “Il Lazio all’estero è più conosciuto per la squadra di calcio che come una regione – dice il primo cittadino -. Non possiamo permettere che si continui così. Per far decollare il turismo dobbiamo utilizzare ogni mezzo a nostra disposizione. Civitavecchia, fondamentale per lo sbocco sul mare, ma anche Orvieto che, pur essendo un Comune di un’altra regione, può essere inserito in un sistema di visite e di tour del centro Italia che comprende anche la Tuscia”.
Insomma, per far crescere il turismo bisogna uscire dai provincialismi e puntare a un nuovo modo di attirare le visite. “Per dirla con una parola – conclude Zappalà – il turismo è un’industria e come tale deve essere trattato. I visitatori devono spendere, dormire, mangiare e creare mercato. Se vengono solo a vedere la Tuscia ma non ci si fermano è inutile. Il nostro obiettivo è farli soggiornare”.







