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– Faccio seguito agli interventi pubblicati nei giorni scorsi dei consiglieri comunali Micci e Guancini, in merito alla questione dell’acqua, dell’arsenico e dei fluoruri, in particolare nella frazione di Grotte Santo Stefano.
Si fa tanto parlare di responsabilità di presenti e passate amministrazioni, ma il nocciolo della questione oggi è che i nostri amministratori devono avere il coraggio di dire ai cittadini che da oggi in poi dovranno cambiare radicalmente le proprie abitudini quotidiane, nella preparazione dei cibi, nell’igiene personale, e in tutte le attività dove è previsto l’uso dell’acqua, semplicemente perché nulla si è fatto finora e nulla si farà nei prossimi mesi (visti i disastrosi bilanci di Talete spa e la mancanza di finanziamenti da parte della Regione Lazio) e a poco varranno i “palliativi” promessi delle famigerate “case dell’acqua”.
Certamente, perché sarà molto simpatico avere una tessera per poter acquistare e riempire taniche e bottiglie allegramente in fila alla fontanella della “casa dell’acqua”, ma nel frattempo l’acqua che arriva nelle nostre case, già pagata più che profumatamente, sarà pressoché inutilizzabile, visti i valori attuali di arsenico e fluoruri presenti (consultabili in tempo reale sul sito web della Asl di Viterbo) e quindi saremo costretti a rispolverare la tradizione delle nostre nonne e bisnonne di come portare l’acqua col il secchio sulla testa dalla fontana più vicina fin dentro casa.
Un bel salto indietro di almeno 50-60 anni, alla faccia del progresso e della sostenibilità.
Il fatto più grave poi è che già oggi l’acqua che arriva alle nostre case è ben oltre i limiti stabiliti dal decreto Lgsl 31/2001 per quanto riguarda arsenico e floruri disciolti, ma fino al 31 dicembre 2012 l’amministrazione è in qualche modo “sollevata dal problema” visto che fino a quel giorno è in vigore deroga a tali limiti, ma dal 1 gennaio 2013 il nostro sindaco sarà costretto ad emanare un’ordinanza di non potabilità delle acque fornite dal servizio idrico.
Ma attenzione, la nostra salute e quella dei nostri figli non funziona né in “deroga” né “a scarica barile”, quindi cari amministratori cominciate a lavorare a una soluzione vera per una problema vero.
Raffaele Friggi
Grotte Santo Stefano
