![]() Maurizio Pinna |
Riceviamo e pubblichiamo – Lega Federalista sollecitata da alcune giovani aspiranti imprenditrici ha da giorni intrapreso lo studio del regolamento comunale per l’esercizio dell’attività di estetista, approvato con deliberazione del consiglio comunale numero 3 del 14/1/2003.
In particolare l’attenzione si sofferma sul contestato articolo 5 del citato regolamento, dove il rilascio di una nuova autorizzazione è condizionata da una superficie del locale che non deve essere inferiore a mq 70. Altre norme relative a stabilire la distanza dal più vicino esercizio sono state, di fatto, già abolite dal decreto legge Bersani n. 223 del 4 luglio 2006.
Il lavoro di Lega Federalista, tuttavia, curato dal consigliere Maurizio Pinna, ha portato a conoscere la superficie per esercitare l’attività di estetista imposta da altri comuni italiani, e la conclusione risulta decisamente penalizzante per quanti intendono avviare l’attività nel nostro territorio.
I 70 mq richiesti a Viterbo, infatti, risultano onerosi in termini di acquisto o di affitto del locale necessario a chi desidera intraprendere una nuova e piccola attività.
I dati reperiti da Pinna sono chiari, mentre a Roma sono richiesti soltanto mq. 15 + 4 per ogni postazione in più, Bologna e Città della Pieve prevedono mq. 30, Tuscania mq. 30 in centro e 50 fuori le mura, Napoli mq. 10, Torino mq. 10 per lo spazio lavoro + sala attesa e bagno, Trento da mq. 24 a 40.
Ogni commento è inutile, ma che gli onerosi 70 mq di superficie richiesti dal nostro regolamento spingono alcuni ad esercitare la professione in casa propria evadendo il fisco è un’ulteriore conseguenza di una inutilmente esagerata imposizione normativa.
Senza entrare in altri dettagli del citato regolamento, poiché Viterbo non ha motivo di pretendere una superficie lavorativa maggiore a quanto previsto dalle amministrazioni indicate a titolo d’esempio, è bene ricordare che il lavoro di estetista non necessariamente deve configurarsi in un centro estetico di lusso, ma può svolgersi in piccoli ambienti dove spesso si inizia con una sola postazione ricordando, inoltre, che solitamente si tratta di un lavoro ambito da giovani ragazze che in tale attività sentono di poter esprimere tutta la loro passione mettendo a frutto i corsi effettuati con sacrificio da parte loro e della rispettiva famiglia.
“La crisi economica e occupazionale che sta vivendo terribilmente la nostra città – dichiara Pinna – dovrebbe imporre a tutti gli amministratori l’obbligo morale e politico di ricercare ed ammorbidire, là dove è possibile senza pregiudizio per la sicurezza, l’igiene ed il decoro della città, tutte le norme che inutilmente penalizzano l’avvio di nuove attività imprenditoriali o il quotidiano svolgimento di quelle già esistenti facendo perdere l’opportunità di posti di lavoro”.
In quest’ottica Lega Federalista trova maggiore sostegno con il recente ingresso di Massimo Fattorini nel gruppo di Umberto Fusco. Fattorini, infatti, è anche l’assessore competente per la regolamentazione delle attività imprenditoriali ed ha già espresso in merito il suo intendimento mirato a lavorare per presentare alla commissione competente le dovute modifiche al regolamento in questione prestando, inoltre, analoga attenzione a tutti quei regolamenti che, per specifiche e discutibili richieste, oggi rischiano di penalizzare l’avvio e la conduzione delle attività lavorative nel capoluogo.
Lega Federalista
