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Monti? Può cadere in qualsiasi momento

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Antonio Polito

Andrea Belli e Fabio Turco della Scuola edile hanno accolto Polito

L'incontro con Antonio Polito

Antonio Polito

– La luna di miele tra Monti e gli italiani è finita con l’Imu, la riforma elettorale non si farà e nel Pdl nemmeno Berlusconi sa cosa fare (video).

E’ l’Italia del dopo Monti, ma anche quella del durante, raccontata da Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, ultimo ospite prima della pausa estiva di Idee@informazione, l’approfondimento culturale organizzato da Unindustria Viterbo, Scuola Edile e Tusciaweb, con la collaborazione dell’associazione Ideas.

A intervistarlo, il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti per un viaggio verso Monti e dintorni. Innanzitutto per capire se il suo governo ce la farà ad arrivare a scadenza naturale. “Può cadere in qualsiasi momento – è l’idea di Polito – c’è un forte malessere ultimamente, una voglia di far saltare tutto, accelerare sulla scadenza elettorale. Il governo perde punti, Grillo cresce, una grossa componente del Pdl vorrebbe staccare la spina.

Dall’altra parte il Pd è più stabile e può reggere il sostegno a Monti, anche perché i democratici calano, ma in modo più contenuto e sanno che andando al voto dovrebbero arrivare primi per avere il premio di maggioranza con questa legge elettorale e hanno un sistema d’alleanze da mettere insieme”.

Poche speranze per una riforma elettorale. “Per me non si fa, la situazione sta precipitando. Per riscrivere le regole, Pdl e Pd dovrebbero trovare un’intensa, ma non è così.

Il Pdl si sta riavvicinando alla Lega sul presidenzialismo. Non faranno riforme, hanno pronta al massimo una riformetta. Il Porcellum in salsa greca, con un premio di maggioranza ridotto e la possibilità di scegliere parlamentari nel collegio”.

In questo scenario il Pdl che fine fa? “Non si capisce. E’ chiaro che a Berlusconi ha rotto le scatole, la sua idea è fare tante liste tematiche, è colpito dal successo di Grillo, che poi è frutto di quello che lui stesso ha portato in politica. Comunque nel Popolo delle libertà nessuno sa nulla del futuro, nemmeno i dirigenti, Alfano compreso”.

Mentre nel futuro del Pd pesa l’eccessiva subalternità a tutto quello che gli ruota attorno. “In quattro anni di vita non ha avuto una performance entusiasmante. A sinistra ha perso molti pezzi e la sua debolezza con gli alleati è preoccupante.

E’ il partito con il più grande patrimonio di voti, ma lo deve sempre prestare a qualcuno. Prima a Prodi, poi a Rutelli e nelle città ai candidati sindaci altrui. Poi è troppo dipendente da quello che scrive Repubblica, Travaglio o da quello che dice Santoro. Poco autonomo nelle scelte. Penso che alle prossime elezioni tenterà di mollare Di Pietro, sostituendolo con una lista civica”.

Udc non proprio messo benissimo. “Oggi è fuori dai giochi, sembrava affermarsi contro il disastro del bipolarismo, ma l’arrivo di Grillo ha svuotato il centro. Non sono stati capaci di presentarsi per tempo come Terzo polo. Sono andati alle amministrative in ordine sparso, da una parte e dall’altra, mentre dove sono andati uniti hanno ottenuto risultati”.

Non va meglio la Lega, per Polito. “Non morirà, è un partito ideologico, sotto il 4% non scenderà, resta lo zoccolo duro, ma ha perso in credibilità nell’imporre temi cari ai leghisti, dopo venti anni”. Mentre a sinistra Vendola si apparenterà con il Pd in modo più o meno diretto e Grillo, invece, è sopravvalutato. “Un conto è votare il sindaco e un altro il primo ministro. Grillo è uomo di spettacolo. Difficile che un italiano su cinque gli voglia affidare il governo. Un poco si sgonfierà”.

Ipotizzando che si vada al voto politico con l’attuale legge elettorale, Antonio Polito vede due coalizioni più grandi e una folta schiera di formazioni politiche.

“Il Pdl si allea con la Lega, magari facendo cadere il governo Monti anche un paio di mesi prima della scadenza, il Pd sarà affiancato da Vendola e quindi da una lista civica sui temi della legalità per sostituire Di Pietro, che come Grillo andrà da solo e così anche il Terzo polo e Montezemolo”.

Tornando a oggi e a Monti, che il premier potesse fare di più sopratutto a inizio mandato, è più di una sensazione.

“Avrebbe potuto aggredire da subito il debito, non lo ha fatto. Come la dismissione del patrimonio, sostenendo che non è il momento ideale per vendere. Azioni Enel o Eni oggi sarebbero svendute, pure i beni immobili. Credo che avrebbe incassato di meno, ma il punto è quanto avrebbe risparmiato, visto il rovescio positivo della medaglia, ovvero i prezzi più bassi per comprare. C’è poi la partita legata alla riforma del lavoro, andava fatta subito, come per le pensioni. Invece lì si è inceppato”.

E sulla casa, gli italiani hanno cominciato a voltare le spalle a Monti. “La fine della luna di miele è stata con l’Imu. Oggi paghiamo tre volte rispetto all’Ici di tre anni fa e gli italiani ritengono un bene non tassabile la propria abitazione”.

Senza contare la crisi. Per la quale esiste una via d’uscita? “Noi dobbiamo considerare quella reale, non quella della finanza.

In Italia chiudono aziende, altre lavorano meno, ci sono più disoccupati. Questa è recessione e non tutti ce l’hanno. Germania Austria, Olanda, ma anche Usa, Cina e così India e Brasile, le loro economie stanno meglio, crescono.

La recessione è nostra. Abbiamo perso quote di mercato in esportazione, i nostri prodotti sono vecchi. Ci siamo preoccupati dei cinesi da noi, ma non di quello che potevamo vendere noi ai cinesi”.

Infine a Viterbo, in casa di Giuseppe Fioroni (Pd), un passaggio è d’obbligo, parlando di internet e rinnovamento tecnologico. C’è chi non conosce la differenza tra email e indirizzo internet, insinua il direttore Galeotti

“Secondo me – dice scherzando Polito – Fioroni non la conosce la differenza, so di gente che risponde alle email tramite la propria segretaria”. Si cercano conferme per quella di Fioroni.

Giuseppe Ferlicca


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