– «L’Imi è un’ingiustizia del Governo. Come Amministrazione abbiamo lavorato per mitigarla e tutelare tutte le categorie sociali». Lo ha affermato il sindaco Mauro Mazzola, nel consiglio comunale dell’8 giugno che ha approvato il piano delle aliquote dell’Imposta Municipale Unica. «La nuova imposta è “municipale” solo nel nome, perché non porterà risorse aggiuntive nel bilancio del Comune. – ha proseguito – Anzi le Amministrazioni incasseranno molto meno del gettito dell’Ici.
Il Governo Monti, con l’ultima manovra finanziaria, lascia i Comuni in una situazione di estrema difficoltà, rendendo ancora più precari i bilanci locali e con essi la possibilità di continuare a erogare servizi essenziali: dagli asili nido alle scuole materne, dalle mense scolastiche ai trasporti pubblici, ai servizi per anziani. Due quindi le strade da seguire per far fronte a un’imposta sbagliata: mitigare l’IMU e renderla meno iniqua per tutelare tutte le fasce sociali o, per esempio, azzerare l’imposta sui terreni agricoli e mandare in dissesto finanziario l’Amministrazione. Noi abbiamo scelto la prima e il facile populismo lo abbiamo lasciato agli altri».
La vera battaglia sull’Imu è far rientrare il territorio di Tarquinia tra le zone svantaggiate. «Siamo l’unica cittadina del viterbese, insieme a Montalto di Castro, che ne è esclusa. Ciò incide pesantemente sull’agricoltura tarquiniese che deve affrontare costi maggiori rispetto a quelle degli altri paesi limitrofi. – ha aggiunto – È questo il problema. Come promesso a Coldiretti e Cia ho incontrato già due volte il prefetto Antonella Scolamiero per affrontare la questione. Fino a oggi però le organizzazioni sindacali non hanno mai lavorato per risolverlo. Occorre unire le forze su questo aspetto e non lanciarsi in polemiche».
Queste le aliquote dell’Imu che saranno applicate: lo 0,4% per l’abitazione principale e per le relative pertinenze; lo 0,1% per i fabbricati rurali a uso strumentale e lo 0,76% per i terreni agricoli; lo 0,76% per le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A10, B, D, C; 1,06% per le aree fabbricabili; 0,96% per tutti gli immobili diversi da quelli elencati. Sulla prima casa sarà possibile detrarre 200 euro, cui si aggiungono 50 euro per ogni figlio (26 anni).