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Aquilani frena il rilancio della Vetralla Servizi

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Giovanni Gidari

Giovanni Gidari

Riceviamo e pubblichiamo – Il gruppo consiliare “Progetto Vetralla”, ritenendo l’argomento di particolare importanza e strategico per i servizi ai cittadini, ha dato, sebbene con le perplessità successivamente illustrate, il proprio assenso al piano industriale proposto dalla maggioranza in merito alla società comunale Vetralla Servizi.

Un voto contrario avrebbe riconosciuto l’operato degli attuali assessori, gli stessi che, negli anni passati, hanno rinnegato il medesimo piano industriale ed attivato la cassa integrazione, umiliando i lavoratori e caricando i costi su tutti i cittadini, anche in termini di mancata fruizione di quei servizi essenziali in precedenza espletati dalla suddetta società.

Nel programma elettorale della lista “Progetto Vetralla”, l’argomento era inserito fra i primi punti che avremmo dovuto affrontare e definire. La società, interamente partecipata dal Comune, da diversi anni svolge servizi istituzionali per la popolazione. È per questa ragione che, nel lungo dibattito in consiglio, abbiamo presentato proposte per permetterle un effettivo e reale rilancio, in modo da offrire alla città più qualità ed efficienza dei servizi e, al contempo, una maggiore economicità nella gestione.

Purtroppo, la maggioranza Aquilani è solita presentare i provvedimenti all’ultimo momento, evitando così i dovuti confronti in tempo utile e senza poter cogliere i suggerimenti propositivi e migliorativi della minoranza. In sede di consiglio, abbiamo chiesto di valutare la possibilità di una internalizzazione dei servizi, che comporterebbe un notevole risparmio, vista l’Iva che deve essere versata.

Altra ipotesi che andava confrontata era la fusione della Vetralla Servizi con l’altra società comunale, la Sanitas Vetralla, che gestisce la farmacia comunale di Tre Croci. La suddetta operazione consentirebbe non solo vantaggi in termini di compensazione Iva, ma anche risparmi sui costi dell’organo amministrativo, che sarebbe unificato. Basti pensare che il presidente del consiglio di amministrazione, o l’amministratore unico, deve avere, per legge, un compenso pari al 70% di quello del sindaco, al 50% invece per quanto riguarda i consiglieri di amministrazione.

A prescindere dalle due ipotesi prospettate dalla nostra lista, era quantomeno auspicabile un piano che prevedesse un rilancio della società, affinché potesse gradualmente avere una propria struttura organizzativa e mezzi per offrire un servizio migliore in piena autonomia operativa. Nonostante tutto, un confronto serio e propositivo sugli argomenti trattati è ancora possibile e speriamo, pertanto, in un ripensamento della maggioranza Aquilani.

Giovanni Gidari
Capogruppo consiliare lista “Progetto Vetralla”


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