![]() Civita Castellana |
Riceviamo e pubblichiamo – Il 17 giugno 2012 alle 18, la diocesi di Civita Castellana sarà testimone di un avvenimento straordinario: la beatificazione della serva di Dio Cecilia Eusepi, che avverrà a Nepi (Vt) con una grande presenza di popolo, in modo speciale giovanile, poiché Cecilia Eusepi è morta giovanissima all’età di 18 anni.
Si prevede un afflusso di oltre 6mila fedeli tra cui 2mila giovani, che in questo tempo, sono stati partecipi della Missione giovanile in tutta la diocesi di Civita Castellana, in preparazione alla beatificazione di Cecilia Eusepi.
È stata curata molto la parte liturgica musicale, l’inno è stato composto dal maestro Marco Frisina.
Ci sarà un grande coro di oltre 220 persone della Diocesi di Civita Castellana, verrà una parte del coro della Diocesi di Roma, guidata dal maestro Frisina, un’orchestra di oltre 80 elementi composto da persone delle Bande della nostra Diocesi.
Cecilia Eusepi nacque a Monte Romano (Vt), diocesi di Civitavecchia, il 17 febbraio 1910, e viene battezzata il 26 febbraio seguente. Dopo poco più di un anno dalla nascita, rimane orfana dì padre, il quale prima di morire affida la piccola Cecilia allo zio Filippo Mannucci, fratello della mamma.
Nel 1915, Cecilia e la mamma Paolina, si trasferiscono a Nepi presso la fattoria “La Massa”, di proprietà dei duchi Lante della Rovere, dove dal 1911 lavorava lo zio Filippo. Nello stesso anno, per favorire la sua formazione culturale, viene affidata alle Monache Cistercensi, come convittrice, del monastero attiguo al Convento 5. Tolomeo dei Servi di Maria di Nepi.
Cecilia cresce umanamente e spiritualmente, ricevendo i sacramenti dell’iniziazione cristiana della Confermazione (27 maggio 1917) e dell’Eucaristia (2 ottobre 1917). Pur giovanissima, dopo aver fatto la Prima Comunione, fa voto di amare sempre Gesù Eucaristia, intendendo in questo modo consacrare la propria vita.
Il 14 febbraio 1922 Cecilia viene ascritta al Terz’Ordine dei Servi di Maria, ricevendo lo scapolare; nel medesimo anno nella solennità dell’Addolorata, emette la professione come Terziaria, presso la Chiesa di 5. Tolomeo in Nepi. Nel corso del 1922, la salute di Cecilia si mostra cagionevole, ammalandosi di gastrite ed epistassi. Il medico le prescrive il ritorno in famiglia.
Il primo novembre 1922 fa ritorno nel monastero delle monache Cistercensi per continuare i suoi studi. Il 1923 è l’anno in cui emerge con maggiore chiarezza la vocazione religiosa di Cecilia. Parla con un padre Passionista esprimendo il desiderio di divenire suora Mantellata Serva di Maria di Pistoia.
Nel frattempo la sua salute ha un ulteriore colpo, aggiungendo alla gastrite e all’epistassi anche un’ulcera allo stomaco. Dopo la degenza ospedaliera, le viene imposto un periodo prolungato (6 mesi) in famiglia. Nell’estate del 1923 s’iscrive alla Gioventù Cattolica Femminile (Azione Cattolica), che frequenta con appassionata dedizione.
Cecilia – nel frattempo – si decide di confidare alla madre il desiderio di consacrarsi come religiosa. Lo zio si oppone a causa della sua malferma salute, e tenta di dissuaderla, ma Cecilia è talmente convinta che riesce ad ottenere il permesso di entrare in convento e il 18 novembre 1923 parte per Pistoia.
Nel medesimo anno ottiene dal confessore il permesso di emettere i voti privati di castità, povertà e obbedienza. La formazione di Cecilia si svolge con serenità e senza difficoltà di sorta, anzi il suo cammino umano spirituale migliora. Purtroppo la sua salute sempre cagionevole le impedirà di continuare nella via della Consacrazione fra le Serve di Maria di Pistoia.
Per tale motivo fa ritorno alla fattoria La Massa nell’ottobre 1926, dove rimarrà fino alla morte sopraggiunta il primo ottobre 1928 a causa della tubercolosi.
Don Giancarlo Palazzi
