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Ben vengano le primarie

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Il coordinatore del Pdl Giulio Marini

Il coordinatore del Pdl Giulio Marini

Marini: “Ben vengano le primarie”.

La situazione nel Pdl si fa sempre più critica. Non si placano i botta e risposta tra le diverse anime del partito. Nel gioco del tutti contro tutti e di fronte a uno schieramento senza regole, dagli Stati Uniti dove è in visita per l’Italian operafestival, il coordinatore provinciale Giulio Marini, cerca di trovare quell’unità di intenti utile a superare i problemi.

E non respinge le primarie per la scelta del candidato a sindaco di Viterbo.

Il consigliere regionale Francesco Battistoni, riferendosi alla vicenda dell’assessore regionale Angela Birindelli, ha detto che le dimissioni vanno date e non concordate. Cosa ne pensa?

“In una situazione del genere ho reputato opportuno assumermi delle responsabilità e indicare una strada all’assessore Birindelli – afferma Marini -. Questo è successo prima delle vicende giudiziarie in seguito alle quali tutto è cambiato. Intendo dire che il livello di attenzione è cambiato.

Non voglio accampare scuse – continua -, ma questa situazione incresciosa e deprecabile politicamente non riguarda solo l’ambito provinciale. La sfera è regionale e mi meraviglio che questo non si capisca. Non posso intralciare il lavoro di una giunta regionale con le vicende locali. Posso suggerire e chiedere, come ho fatto, all’assessore Birindelli di dare le dimissioni per cercare di risolvere la situazione”.

Il consigliere Battistoni ha detto anche che è stato scorretto organizzare una riunione di corrente,  “consentendo d’insultare gli assenti”.
“Non è stato insultato nessuno, si è trattato solo di un intervento sulle vicende di Tarquinia – risponde senza nemmeno attendere la fine della domanda -. Molte volte sono stato attaccato politicamente sui giornali e non mi sono mai lamentato di membri del partito che ho nominato e che, oggi, invece di chiamarmi e riferirmi le cose che non vanno, lo fanno sui quotidiani. Non capisco chi si adombra, del resto era una riunione politica e non un convegno culturale. I confronti ci stanno. Da parte mia comunque non c’è stato nessun attacco”.

Quindi?
“Alla riunione ho predicato l’unione del partito, cercando di approfondire i temi che ci uniscono. Se ancora ci sono – specifica Marini -. Non potevo non far parlare chi era presente e naturalmente nemmeno sapevo i contenuti degli interventi. Se poi c’è un dissenso, pur colorito, è comunque all’interno di un’assemblea di iscritti”.

Parla di unità del partito. E allora che senso ha fare una riunione di corrente?
“Beh – esclama ridendo – a qualcuno dovevo pur lanciare il mio messaggio. Sennò pare che si faccia solo sui giornali. In questo modo invece ho cercato di farlo coinvolgendo persone che hanno un rapporto con me, cosa che in realtà dovrebbero avere tutti perché dopo essere stato eletto coordinatore costituente dal congresso di Forza Italia ho nominato gran parte dei membri del coordinamento. Oggi, invece, qualcuno di quelli nominati da me fa valutazioni poco simpatiche nei miei confronti. Ma fa parte del gioco”, minimizza.

Secondo lei, dunque, qual è la soluzione a queste divisioni?
“Predico l’unità di partito perché ho il desiderio di portare tutti fuori da questa difficile situazione in cui ci troviamo. Ho intravisto un problema al quale ho cercato di fornire una via d’uscita. Se questo non si è capito, o se forse non si vuole capire, non è un problema.

La solidarietà sarà l’arma vincente a superare tutto. Il mio ruolo è questo. A livello territoriale ho vinto tutto quello che c’era da vincere. Con il mio contributo e modello si sono vinti tanti comuni, abbiamo ottenuto la Provincia e abbiamo eletto un consigliere regionale. Qualcosa non è andata bene, ma fa parte della politica. Alternative a quello che ho fatto io non ci sono state o comunque nessuno le ha proposte. Credo dunque sia strumentale attaccarmi per le vicende di Tarquinia per esempio”.

Cosa intende?
“Abbiamo fatto la scelta di sostenere un candidato dell’Udc – spiega Marini -. Scelta che rifarei perché in quel momento era giusto fare così. Chi ha sbagliato, probabilmente, è chi non si è adeguato. Del resto – si domanda il coordinatore – che partito è un partito che non riesce a dare regole ai suoi iscritti”.

E’ un’autocritica?
“Faccio riferimento più all’ambito nazionale – specifica -. Da sempre chi governava il partito ha avuto qualcuno vicino che remava contro. Abbiamo subìto per troppo tempo questo atteggiamento troppo liberale. Oggi, sia a livello locale che nazionale, abbiamo capito che è ora di farla finita. Sarebbe bene vivere in un partito con regole precise in cui tutti gli iscritti lavorano per un obiettivo comune”.

Quando definiscono il Pdl un partito senza guida, cosa ne pensa?
“Il problema non è la guida. Il problema è che il partito non ha regole – ribadisce -. Mi auguro che l’idea del segreatrio Alfano porti a uno schieramento in cui non manca un libero confronto interno, ma che abbia delle direttive precise. Negli anni da parlamentare mi sono sempre attenuto alle regole, tranne una volta per il decreto Salva Italia. Non capisco perché a livello locale non ci sia lo stesso atteggiamento.

Lavorare in un partito ed essere responsabile di un magma incontenibile è complicato. E’ difficile tenere unite le diverse anime. Penso di aver fatto il massimo, di più non si poteva. Tutti hanno potuto esprimere le loro idee e chi oggi mi definisce padre-padrone mi fa ridere. Ho fatto esattamente il contrario. Forse era il partito che, dal punto di vista statutario, non mi ha dato modo di fare scelte diverse”.

L’assessore provinciale Paolo Bianchini ha detto che col suo gruppo chiederà gran voce le primarie per la scelta del candidato a sindaco di Viterbo. E’ d’accordo?
“Il primo a lanciarle sono stato io quattro o cinque mesi fa – conclude Marini -. Non è un problema, anzi ben vengano. Le avevo chieste già a Ronciglione e Tarquinia, ma gli iscritti locali non hanno aderito alla proposta. Sono a favore e credo che siano uno strumento democratico per individuare un candidato. O c’è la scelta del partito o c’è quella dei cittadini. Non sono contrario e se dovessi ritrovare l’entusiasmo a ricandidarmi, mi ci sottoporrei in prima persona”.

Paola Pierdomenico


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