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Carenza di personale nelle carceri, la Uilpa in stato d’agitazione

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Riceviamo e pubblichiamo – Questa mattina si è tenuta una riunione presso il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, vertente la rivisitazione degli organici della polizia penitenziaria previsti nel decreto ministeriale del 2001 a 4136 unità rispetto ad una presenza detenuti di circa 5600.

Da ultime informazioni del Dap per questa regione si prevederebbe un ulteriore taglio di 100 unità di polizia penitenziaria portandoli a 4039 unità. La forza di polizia penitenziaria realmente presente nei 14 istituti penitenziari supera 3180 unità (-964) mentre la popolazione detenuta supera le 6840 presenze (+ 1240).

Solamente nel 2006 il personale presente superava le 3480 unità e quello realmente amministrato ad oggi supera le 3560 unità, vuol dire che questa in regione la polizia penitenziaria potrebbe svolgere nei giusti limiti le proprie attività, mentre oggi è costretta a doverli svolgere nella più totale difficoltà dovendo far fronte ad un sovraffollamento senza precedenti negli ultimi 30 anni.

Per questi motivi, la Uil penitenziari ha posto alla massima autorità dirigente regionale, le problematiche di alcuni istituti penitenziari della regione dove rispetto all’aumento di detenuti, posti di servizio, il personale del quadro permanente perde ogni anno 70 unità di media e tra questi al primo posto pone la situazione della casa circondariale femminile di Rebibbia dove la presenza di unità femminile di polizia penitenziaria non supera le 100 unità presenti, rispetto a una popolazione detenute superiore alle 360 presenze, pari a un agente per ogni quattro detenute, mentre per le unità maschili sono pari a un agente ogni 2,15 detenuti.

Un dato che dovrebbe far comprendere di quale sia la drammaticità della situazione, sulla quale si abbattono anche problemi nel garantire il rispetto dell’esecuzione del regolamento penitenziario per la popolazione detenuta, e tenere conto del regolamento di servizio della polizia penitenziaria, che difficilmente viene ritenuta possibile la sua corretta applicazione, la quale ricadono anche numerevoli aggressioni di detenuti, ultimi al carcere di Viterbo, Regina Coeli e Rebibbia femminile.

A fronte di questi probabili ulteriori tagli, siamo costretti a indire lo stato di agitazione in tutta la regione, perché il Dap riveda le sue considerazioni nel merito dei tagli degli organici nella regione Lazio, ed esporremo in ogni sede le nostre bandiere per rappresentare il disagio della polizia penitenziaria.

Daniele Nicastrini
Coordinatore regionale Lazio Uilpa


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