Riceviamo e pubblichiamo – E’ necessario ridurre l’aliquota Imu sui terreni agricoli per il Comune di Tarquinia. Lo 0,76 approvato dal Consiglio comunale è penalizzante per gli agricoltori.
L’accusa del sindaco Mazzola alle organizzazioni agricole “di non aver mai lavorato” per la inclusione dei Comuni di Tarquinia e Montalto di Castro tra le zone svantaggiate è del tutto infondata.
La prova viene fornita proprio dalla circolare del Mef sull’Imu del 18 maggio 2012, dove viene precisato che, per i terreni agricoli esentati dall’imposta, l’elenco dei Comuni di riferimento è quello della Circolare n.9 del 14/6/1993 (istituzione dell’Ici), e non quello della felibera Cipen.13 del 1 febbraio 2001.
Se fosse stato scelto l’elenco dei Comuni della delibera del Cipe, anche una parte dei terreni agricoli di Tarquinia e Montalto di Castro sarebbero stati esentati dall’Imu. Questo perché nel 2001 le Organizzazioni Agricole sono riuscite a far includere una parte del territorio di Tarquinia e Montalto di Castro tra le zone svantaggiate, soltanto però ai fini dell’assunzione della manodopera agricola.
Il sindaco probabilmente non ne era a conoscenza.
E’ vero ,tuttavia, che nonostante l’impegno profuso, la discriminazione nei confronti degli agricoltori dei due Comuni è ancora operante e produce i suoi effetti negativi.
Ma ciò è potuto avvenire perché il potere decisionale, su questo aspetto, è stato sempre nelle mani del Governo. Con l’Imu, invece, una parte del potere decisionale è stato assegnato ai Comuni. Montalto di Castro lo ha esercitato riducendo l’aliquota sui terreni agricoli,Tarquinia no.
Quanto può essere credibile la richiesta di esentare i terreni agricoli dall’Imu quando lo stesso Comune non si avvale della facoltà di ridurre l’aliquota di 0,76 per la parte di propria competenza?
Di fatto il Comune di Tarquinia ha rinunciato alla facoltà assegnata dalla Legge di riequilibrare il prelievo fiscale tra i soggetti passivi dell’imposta, lasciando quasi inalterate le aliquote decise dal Governo.
La motivazione principale addotta dal Comune si riferisce al fatto che una riduzione dell’aliquota sui terreni agricoli avrebbe comportato la necessità di aumentare il prelievo fiscale ad altre categorie (al fine di evitare il dissesto finanziario o di dover tagliare le spese) rompendo un equilibrio consolidato proveniente dall’Ici.
Ma il punto è proprio questo.
L’iniquità del trattamento degli agricoltori di Tarquinia, rispetto agli agricoltori degli altri Comuni, genera nel gettito dell’imposta del Comune stesso, un super prelievo fiscale che penalizza le imprese agricole non soltanto rispetto a quelle degli altri Comuni, ma anche alle altre categorie economiche di Tarquinia.
Scegliere di non correggere questo meccanismo punitivo è una scelta di iniquità che penalizza, ancora più che con l’Ici, gli agricoltori. Si doveva intervenire subito per equilibrare il gettito fiscale dell’Imu.
Del resto se venisse accolta la richiesta, condivisa anche dal Comune, di esentare i terreni agricoli dall’Imu, non si dovrebbe comunque procedere ad una profonda revisione delle aliquote?
Oppure si pensa che il mancato gettito, in caso di esenzione, debba essere a carico dello Stato?
Cosa difficile con i tempi che corrono. E’ più realistico entrare nell’ordine delle idee di ridurre l’aliquota per i terreni agricoli.
Comunque il Consiglio Comunale si è impegnato a ritornare su questo aspetto per verificare, alla luce del gettito effettivo dell’acconto del 18 giugno, la necessità di ridurre l’aliquota per i terreni agricoli.
È un fatto positivo che si aggiunge agli altri due, altrettanto positivi, della riduzione dell’aliquota sui fabbricati e dell’impegno ottenuto dal Sindaco di incontrare al più presto,tramite il prefetto, il governo per chiedere l’esenzione dall’Imu per i terreni agricoli per Tarquinia e Montalto di Castro.
Siamo chiamati a scelte difficili e dolorose per tutti. Lo dobbiamo fare con realismo e senso di responsabilità. Gli agricoltori di Tarquinia sono disposti ad ulteriori sacrifici ma vogliono farlo con giustizia ed equità.
Petronio Coretti
Presidente Cia