![]() Luciano Mingiacchi, uno degli imputati al processo Asl |
![]() L’avvocato Antonio Rizzello, difensore di Mingiacchi insieme al collega Fausto Giovanni Maria Amato |
– Il processo Asl è iniziato.
Dopo due anni di rinvii e false partenze, la vicenda giudiziaria sulle presunte tangenti Isa-Asl approda in tribunale.
E’ la “tranche romana” della monumentale inchiesta sull’azienda sanitaria viterbese. L’unico dei tanti filoni giunto a processo e che vede imputati l’ex direttore generale della Asl Roma H Luciano Mingiacchi, l’ex dirigente del servizio informatico della Asl romana Patrizia Sanna e Riccardo Perugini, socio della Isa, azienda attiva nel settore informatico.
L’ipotesi della Procura, che accusa i tre di corruzione, è che la Isa godesse del monopolio della gestione del sistema informatico della Asl di Viterbo, Asl Roma H. In cambio dell’affidamento di appalti a procedura negoziata, la Isa avrebbe assicurato a Sanna e Mingiacchi tangenti da 5mila euro al mese per quattro anni, dal 2005 al 2009.
Ma le presunte mazzette, almeno Sanna, avrebbe iniziato a prenderle dal 2003, quando lavorava alla Asl di Rieti. Già in quell’anno, secondo i magistrati, Sanna si sarebbe prodigata per la Isa, ricevendo in cambio presunte tangenti mensili da 2mila euro. Proprio nel 2003, infatti, fu siglata la convenzione tra le Asl viterbese e reatina riguardante proprio la gestione delle attività informatiche. Convenzione stipulata poi nel 2005 anche con la Asl romana e che, stando alla tesi della Procura, è il “motore” della presunta corruzione.
All’udienza di ieri le Asl di Roma H, Rieti e Viterbo si sono costituite parti civili. I legali degli imputati hanno già annunciato di voler sollevare delle questioni tanto sulla competenza territoriale – che, per loro, sarebbe del tribunale di Velletri -, quanto sull’incostituzionalità della norma che prevede il giudizio immediato. In pratica, secondo i suoi avvocati, Mingiacchi sarebbe stato vittima di una “disparità di trattamento” rispetto ad altri indagati. Soprattutto rispetto ad Alfredo Moscaroli, ex patron della Isa, ancora in attesa di rinvio a giudizio, arrestato pochi mesi prima di Mingiacchi e considerato l’altro anello del presunto meccanismo di corruzione ipotizzato dall’accusa.
L’udienza è aggiornata al 17 luglio, per discutere le richieste dei difensori.

