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– Un mondo di francobolli, monete e libri.
Quarantacinque anni di attività. Di piccoli particolari. Di accurata manualità e ricercatezza. Una passione ancora più longeva iniziata da bambino e che non si è mai spenta.
Questo è il magico mondo del Profferlo, storico negozio di filatelia, numismatica e libreria, gestito con dedizione ed amore, in via della Cava a Viterbo, da Fernando Selvaggini.
“Qui si sta benissimo – confessa sornione Selvaggini -, ci starei 24 ore su 24”.
L’avventura inizia a 8 anni quando comincia ad appassionarsi di collezionismo e si concretizza a 29 con l’apertura del negozio i cui prodotti sono ormai famosi in tutto il mondo.
“Quando ho deciso di aprire questa attività – spiega -, a Viterbo non esistevano questo tipo di negozi e se c’erano duravano tutti poco. Il Profferlo invece va avanti senza problemi da 45 anni”.
“Nel tempo – spiega – questo tipo di mercato è cambiato moltissimo, così tanto che bisognerebbe scriverci un libro. Recentemente è emerso il collezionismo di santini, qualche anno fa quello di tessere telefoniche e mini assegni, ma sono mode che vanno e vengono. La filatelia, la numismatica e i libri rimangono sempre”.
Tra i tesori del negozio sono particolarmente famosi i lingottini d’argento, che riproducono luoghi storici della città e la macchina di Santa Rosa, oggetti particolari che hanno dato la possibilità di far conoscere Viterbo anche all’estero.
“L’idea dei lingottini – racconta Selvaggini – mi è venuta perché spesso la gente arrivava in negozio e cercava oggetti preziosi su Viterbo. Inizialmente li facevamo anche d’oro, ma per via del costo elevato del materiale, poi è rimasta soltanto la produzione in argento. Ci sono lingottini su San Pellegrino, Fontana Grande, la macchina di Santa Rosa, Palazzo Poscia e, il più diffuso, Palazzo Papale”.
Tanti piccoli capolavori che sembrano non essere scalfiti nemmeno dal periodo di crisi economica.
“Non stiamo affatto risentendo della crisi. Forse si legge di meno, quello è vero. Anche se costano poco, le persone comprano meno libri su Viterbo. Ma la passione per la filatelia va benissimo”.
Però, come spesso accade, non ci sono ragazzi che continuino la tradizione.
“Di giovani – spiega Selvaggini – non ce ne sono moltissimi. E quelli che si appassionano alla filatelia è perché sono accompagnati dai nonni o dai padri, che gli hanno trasmesso questa passione perché esperti a loro volta. Ma ragazzi incuriositi di loro spontanea volontà è difficile trovarne. Sono più numerosi, invece, quelli che si interessano di monete, dell’euro soprattutto, perché rappresenta la loro epoca”.
Ma in mezzo a tutte queste mini opere d’arte ce ne sarà qualcuna che Fernando Selvaggini preferisce. “E come si fa! – risponde disarmato – Sono tutti figli miei! E poi con la lente di ingrandimento sono meravigliosi!”.
“Le incisioni italiane poi – racconta ancora – sono le migliori al mondo, tra i nomi più importanti degli incisori di francobolli c’è anche il tarquiniese Toffoletti. E anche le monete, le statunitensi in particolare, portano sulla garanzia i nomi di incisori tutti di origine italiana, come Frank Leone o Frank Imbruglia”.
Un lavoro che non si esaurisce mai, quindi, e che tiene ancora molto impegnato il proprietario del Profferlo. “Sono sempre alla ricerca di curiosità filateliche – conclude -. A volte i macchinari saltano qualche lettera e allora capita di trovare piccole rarità con su scritto ‘Peste italiane’ anziché ‘Poste italiane’ o di trovare un Mazzini senza testa. Tutte particolarità che catturano un appassionato e che sono sempre interessantissime”.
Elisa Cappelli



