![]() I cunicoli riemersi grazie a Tesori d'Etruria |
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– Cunicoli misteriosi. Ricchezza archeologica di una Viterbo invisibile ai più. Tutto questo e altro ancora fa parte di Tesori d’Etruria, il negozio in piazza della Morte che da oggi apre al pubblico i sotterranei per far conoscere la storia della Viterbo che non si vede (fotogallery).
Le gallerie che si snodano nel cuore della città, furono create in origine dagli Etruschi, probabilmente, secondo alcune ipotesi, per captare le acque fluviali e per avere dei passaggi veloci che portassero alle necropoli.
Ma a nessuna di queste informazioni si può dare certezza assoluta perché non c’è nessun documento in merito e tutto ciò che è stato scoperto è frutto di ricostruzioni orali o dei risultati dei sopralluoghi degli studiosi.
Nel medioevo i cunicoli furono modificati e allargati per permettere alla gente di rifugiarsi o di scappare, come successe nel 1243 quando la città fu invasa da Federico II.
Stessa funzione hanno avuto durante la seconda guerra mondiale con la scritta 1944 a dimostrare la presenza di rifugiati che cercavano di proteggersi durante i bombardamenti.
Le gallerie sono state illuminate con delle luci a led per rendere più agevole il percorso e via via sono state arricchite con riproduzioni di macchine di tortura medievali. Si ritrova quindi la garrota, la gabbia dove venivano rinchiusi e appesi assassini e adultere o l’angolo dell’alchimista.
In più è stata allestita su un livello superiore, una sala conferenze dove saranno istallate delle telecamere che proietteranno lo svolgimento anche la piano superiore.
Tutto questo sarà indirizzato soprattutto ai bambini e alle scuole con la creazione di alcuni laboratori didattici per far conoscere l’arte e la storia della Viterbo antica.
Tesori d’Etruria a Viterbo sarà la prima sede di una catena che è destinata ad estendersi su tutto il territorio etrusco con una sede che aprirà entro l’anno in Umbria e un’altra che aprirà il prossimo anno in Toscana.
L’inaugurazione ufficiale si terrà oggi pomeriggio alle 18,30 alla presenza del vescovo Lino Fumagalli e delle autorità viterbesi.
Elisa Cappelli




