![]() Paolo Esposito con i suoi legali il giorno della sentenza di primo grado |
![]() Ala Ceoban e il suo legale Pierfrancesco Bruno dopo la lettura della sentenza di primo grado |
– E’ iniziata la lunga camera di consiglio del processo Gradoli.
Alle 11,20 i giudici della Corte d’Assise d’appello di Roma si sono ritirati per decidere il destino di Paolo Esposito e Ala Ceoban, gli amanti di Gradoli accusati di duplice omicidio e occultamento di cadavere.
La Corte d’Assise di Viterbo li ha già dichiarati colpevoli e condannati all’ergastolo nel maggio 2011.
Per i giudici viterbesi l’elettricista 43enne di Gradoli e la badante moldava 27enne uccisero Tatiana Ceoban e la figlia Elena il 30 maggio 2009. Tania era convivente di Paolo e sorella di Ala. Ma i due avevano da tempo una storia. Da qui, il movente del delitto: eliminare il principale ostacolo alla loro relazione e, di conseguenza, Elena, che non avrebbe mai potuto accettare di vedere la madre sostituita dalla zia Ala.
Alle ultime due udienze, i legali della difesa sono tornati a insistere sulla mancanza dei corpi e sull’inconsistenza del movente.
Questa mattina, le repliche. Dopodiché i giudici si sono ritirati. Alle 13 potrebbero già leggere la sentenza.
A meno che non decidano, a sorpresa e all’ultimo momento, di accogliere le ulteriori richieste istruttorie della difesa di Esposito, allungando i tempi del dibattimento per eventuali perizie.

