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Gradoli, la difesa di Ala parla per sei ore

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L'avvocato Pierfrancesco Bruno

L'avvocato Pierfrancesco Bruno

Ala Ceoban

Ala Ceoban

Paolo Esposito

Paolo Esposito

Gli avvocati di Esposito Enrico Valentini e Mario Rosati

Gli avvocati di parte civile Claudia Polacchi e Luigi Sini

Gli avvocati di parte civile Claudia Polacchi e Luigi Sini

Tatiana Ceoban

Elena Ceoban

Processo Gradoli, maxiarringa della difesa di Ala.

Ha parlato per quasi sei ore Pierfrancesco Bruno.

L’arringa dell’avvocato di Ala Ceoban, badante moldava di 27 anni, già condannata all’ergastolo per l’omicidio di sorella e nipote, è iniziata alle 10 e terminata alle 16 passate, con qualche pausa nel corso della mattinata.

Mancavano solo le sue conclusioni, al processo d’appello per i due amanti di Gradoli. La difesa di Paolo Esposito, coimputato e amante di Ala, aveva già discusso alla scorsa udienza del 9 giugno. E come i colleghi Mario Rosati ed Enrico Valentini, anche Bruno, al termine della sua maxiarringa, ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

Ala non ha né ucciso né partecipato all’omicidio di sua sorella Tatiana Ceoban e della figlia 13enne Elena.  Né, secondo Bruno, c’è la prova del fatto che madre e figlia siano morte. E se anche fosse, chi può dire con assoluta certezza che siano stati Ala e Paolo a ucciderle? La pista dell’omicidio passionale, architettato dai due amanti per togliere di mezzo Tania, ingombrante convivente di Esposito, per l’avvocato non regge. Bruno non vede un movente e insiste sul mancato ritrovamento dei corpi.

Dopo di lui, la replica del procuratore generale Alberto Cozzella, che aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado: ergastolo per entrambi gli amanti, con isolamento diurno per tre anni.

La sentenza, prevista per oggi, slitta, quindi, a domani, dopo le repliche di parte civile e difensori.


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