![]() L'avvocato Mario Rosati |
![]() L'avvocato Enrico Valentini |
![]() Paolo Esposito |
![]() Ala Ceoban |
![]() Tatiana Ceoban, la 36enne moldava scomparsa |
![]() Elena Ceoban, la figlia 13enne di Tania, anche lei scomparsa |
– Assoluzione con formula più ampia.
E’ la richiesta dei legali di Paolo Esposito per l’elettricista 43enne di Gradoli, imputato al processo d’appello per l’omicidio della sua convivente Tatiana Ceoban, 36enne moldava, e della figlia Elena, di appena 13 anni.
Esposito, già condannato in primo grado all’ergastolo per duplice omicidio, insieme alla sua amante-cognata Ala Ceoban, è tornato ieri davanti alla Corte d’Assise d’appello di Roma.
L’intera udienza è stata dedicata alle arringhe dei suoi avvocati Mario Rosati ed Enrico Valentini. Il primo ha parlato all’incirca un’ora. Il secondo quasi quattro, cercando di ripercorrere quelle che, a detta dei difensori, sono le gravi lacune delle indagini.
I corpi di Tatiana ed Elena Ceoban, infatti, non sono l’unico elemento mancante. L’accusa non è stata in grado di ricostruire una dinamica precisa della morte, accampando solo ipotesi che, per la difesa, lasciano il tempo che trovano.
Gli avvocati hanno parlato di “modalità discutibili di conduzione delle indagini” e di “ragionamento semplicistico dei giudici”, appiattiti sul quadro accusatorio e poco disposti ad accogliere i dubbi sollevati dalla difesa. Come quelli sulla cella di Capodimonte, agganciata dal cellulare di Tatiana il pomeriggio della scomparsa (30 maggio 2009) quando, per l’accusa, era su un autobus Viterbo-Gradoli che passa dalla parte opposta, rispetto a Capodimonte. La convinzione della difesa è che Tatiana, su quell’autobus, non sia mai salita.
E secondo i legali, poco convincenti, al riguardo, sarebbero anche le testimonianze dell’autista del bus e della fidanzata. Il primo ricorda di aver fatto scendere una donna somigliante a Tatiana, proprio il 30 maggio, in zona Cannicelle, dove la donna abitava con Esposito. “Ma chi ci dice che non possa essersi confuso? – hanno detto i legali in udienza -. Anche nei giorni precedenti aveva fatto lo stesso turno…”.
Quanto alla fidanzata, che convinse l’autista ad andare a testimoniare dai carabinieri nei giorni successivi alla scomparsa, descrisse l’abbigliamento di Tatiana in modo totalmente sbagliato, al processo di primo grado. Un chiaro segno, secondo la difesa Esposito, che la donna avvistata su quell’autobus non era Tania.
L’udienza è rinviata al 20 giugno per la discussione dell’avvocato Pierfrancesco Bruno, difensore di Ala. Nello stesso giorno, i giudici si ritireranno in camera di consiglio per decidere delle ulteriori richieste di indagine avanzate dai legali di Esposito.
Qualora dovesse rigettarle, la Corte emetterà la sentenza direttamente il 20.





