– Giallo di Gradoli, parti civili: “Sia confermata la sentenza di primo grado”.
Stessa condanna comminata in primo grado, comprese le provvisionali da 50mila euro per le parti civili e il risarcimento da quantificare in separata sede.
Tanto hanno chiesto i legali di parte civile del processo Gradoli, che vede imputati i due amanti Paolo Esposito e Ala Ceoban, già condannati all’ergastolo dai giudici di Viterbo.
Per tutta la mattina, ieri, la Corte d’Assise d’appello di Roma ha ascoltato le arringhe degli avvocati Claudia Polacchi e Luigi Sini. Legali rappresentanti, rispettivamente, la figlia di lui e la madre di lei. Oltre quattro ore trascorse ad argomentare le ragioni, per le quali, secondo i due avvocati di parte civile, gli imputati hanno ucciso Tatiana ed Elena Ceoban, madre e figlia, scomparse da Gradoli il 30 maggio 2009.
Le due donne rappresentavano, semplicemente, il più grosso ostacolo alla felicità dei due amanti. Tatiana in particolare, che era a conoscenza della relazione tra il suo convivente e sua sorella e non avrebbe mai lasciato loro campo libero. Soprattutto, non avrebbe mai tollerato di separarsi dalla sua figlia minore, nata nel 2003 dalla relazione con Esposito. Lui e Ala, invece, secondo l’impianto accusatorio confermato dai giudici di primo grado, avrebbero desiderato proprio questo: una famiglia che comprendesse, oltre a loro due, anche la piccola. Ma non Tatiana ed Elena.
La discussione dell’avvocato Polacchi è durata poco più di un’ora. Oltre due ore e mezza quella del collega Luigi Sini. Ma la richiesta finale è stata la stessa: conferma della sentenza di primo grado, così come formulata dalla Corte d’Assise di Viterbo.
Questa mattina, dalle 9,30 in poi, la parola passerà alla difesa. Probabilmente a quella di Esposito, con gli avvocati Enrico Valentini e Mario Rosati.
Quasi certamente l’arringa dell’avvocato di Ala, Pierfrancesco Bruno, slitterà al 13 giugno, insieme a repliche e sentenza, a meno che non siano accolte le nuove richieste istruttorie della difesa Esposito. In tal caso, nel caso in cui fossero disposte nuove perizie, i tempi del processo si allungherebbero.







