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Gradoli, parti civili: “Sia confermata sentenza primo grado”

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L'avvocato Luigi Sini

L'avvocato Luigi Sini

L'avvocato Claudia Polacchi

L'avvocato Claudia Polacchi

Paolo Esposito

Paolo Esposito

Ala Ceoban

Ala Ceoban

Tatiana Ceoban, la 36enne moldava scomparsa

Elena Ceoban, la figlia di Tatiana, scomparsa insieme a lei

Elena Ceoban, la figlia di Tatiana, scomparsa insieme a lei

Gli avvocati Mario Rosati e Enrico Valentini

L'avvocato di Ala Pierfrancesco Bruno

Giallo di Gradoli, parti civili: “Sia confermata la sentenza di primo grado”.

Stessa condanna comminata in primo grado, comprese le provvisionali da 50mila euro per le parti civili e il risarcimento da quantificare in separata sede.

Tanto hanno chiesto i legali di parte civile del processo Gradoli, che vede imputati i due amanti Paolo Esposito e Ala Ceoban, già condannati all’ergastolo dai giudici di Viterbo.

Per tutta la mattina, ieri, la Corte d’Assise d’appello di Roma ha ascoltato le arringhe degli avvocati Claudia Polacchi e Luigi Sini. Legali rappresentanti, rispettivamente, la figlia di lui e la madre di lei. Oltre quattro ore trascorse ad argomentare le ragioni, per le quali, secondo i due avvocati di parte civile, gli imputati hanno ucciso Tatiana ed Elena Ceoban, madre e figlia, scomparse da Gradoli il 30 maggio 2009.

Le due donne rappresentavano, semplicemente, il più grosso ostacolo alla felicità dei due amanti. Tatiana in particolare, che era a conoscenza della relazione tra il suo convivente e sua sorella e non avrebbe mai lasciato loro campo libero. Soprattutto, non avrebbe mai tollerato di separarsi dalla sua figlia minore, nata nel 2003 dalla relazione con Esposito. Lui e Ala, invece, secondo l’impianto accusatorio confermato dai giudici di primo grado, avrebbero desiderato proprio questo: una famiglia che comprendesse, oltre a loro due, anche la piccola. Ma non Tatiana ed Elena.

La discussione dell’avvocato Polacchi è durata poco più di un’ora. Oltre due ore e mezza quella del collega Luigi Sini. Ma la richiesta finale è stata la stessa: conferma della sentenza di primo grado, così come formulata dalla Corte d’Assise di Viterbo.

Questa mattina, dalle 9,30 in poi, la parola passerà alla difesa. Probabilmente a quella di Esposito, con gli avvocati Enrico Valentini e Mario Rosati.

Quasi certamente l’arringa dell’avvocato di Ala, Pierfrancesco Bruno, slitterà al 13 giugno, insieme a repliche e sentenza, a meno che non siano accolte le nuove richieste istruttorie della difesa Esposito. In tal caso, nel caso in cui fossero disposte nuove perizie, i tempi del processo si allungherebbero.


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