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“Il decreto sviluppo è solo un primo passo”

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Angelo Pieri e Luigia Melaragni

– “Bisogna definire con chiarezza il percorso che si vuole seguire per la crescita e gli interventi che servono per restituire fiducia a un Paese in fase di recessione, indicando tempi e risorse. Il decreto sviluppo varato dal governo rappresenta un primo passo, seppure importante”.

Così Angelo Pieri e Luigia Melaragni, rispettivamente presidente e segretaria della Cna associazione provinciale di Viterbo.

Positivo, in particolare, il giudizio sulle agevolazioni per la ristrutturazione degli immobili (detrazioni fiscali del 50 per cento delle spese sostenute, fino a 96mila euro) e la riqualificazione energetica degli edifici, così come sulla sospensione del Sistri per i necessari accertamenti sul funzionamento del sistema.

Una boccata d’ossigeno al settore delle costruzioni, secondo la Cna, arriverà anche dalla manovra sull’Iva. In base all’attuale normativa, le cessioni e le locazioni, da parte delle imprese edili, di nuove costruzioni destinate ad uso abitativo, oltre il termine di cinque anni dalla costruzione, sono esenti dall’imposizione di Iva. Non può essere quindi portata a compensazione l’Iva pagata per la realizzazione dell’opera, nel caso in cui questa venga venduta o locata dopo il termine di cinque anni. La norma abolisce tale limite temporale, prevedendo quindi che le cessioni o locazioni di nuove abitazioni effettuate direttamente dai costruttori siano sempre assoggettate ad Iva.

Il decreto introduce il credito d’imposta del 35 per cento, con un limite massimo pari a 200mila euro annui per ciascuna impresa, per l’assunzione di personale qualificato e facilitazioni per chi investe in progetti “verdi”, come il finanziamento agevolato del fondo Kyoto (sono disponibili 470 milioni di euro) a soggetti pubblici e privati che operano nei settori della green economy.

Si pone poi fine a ben 43 leggi di incentivazione. Secondo le stime del Ministero dello Sviluppo Economico, potranno essere così recuperati oltre 2 miliardi di euro, che saranno destinati alla costituzione di un fondo per la crescita sostenibile, con meccanismi orientati all’internazionalizzazione e alle aree di crisi.


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