![]() Villa San Giovanni in Tuscia |
Riceviamo e pubblichiamo – Nelle prossime settimane inizieranno i lavori per la realizzazione di un’opera molto importante per il nostro paese: il rifacimento delle facciate delle abitazioni del centro storico.
Un intervento corposo anche nella cifra investita, reperita tramite finanziamento regionale, e che darà un volto nuovo e migliore al nucleo abitativo più antico di Villa San Giovanni.
Mi preme a questo riguardo, come ex sindaco di questo paese, esprimere tutto il compiacimento per l’avvio di questa opera pubblica che proprio l’amministrazione comunale che ho avuto l’onore di guidare riuscì a definire ottenendo il finanziamento ed avviando la fase progettuale.
Deve essere motivo di orgoglio, credo, per i componenti di quella amministrazione vedere che ancora oggi il paese sta beneficiando del nostro lavoro nel campo delle opere pubbliche. E’un opera, questa, che richiese nella fase istruttoria molto lavoro, sia a livello amministrativo che tecnico, e un numero consistente di confronti con i tecnici della Regione Lazio.
Vederla oggi andare finalmente in porto deve essere motivo di grande soddisfazione per tutti coloro, amministratori e tecnici, che lavorarono sodo e “portarono a casa” il relativo finanziamento regionale.
Ma proprio in questi giorni sono giunte altre notizie che anch’esse portano con sé motivo di soddisfazione, parlo della positiva conclusione di due vicende giudiziarie che vedevano coinvolta l’intera giunta comunale, insieme al segretario comunale e al revisore dei conti, dell’amministrazione che ho presieduto dal 2004 al 2009. Si tratta di due esposti che l’attuale sindaco inviò, uno alla Procura della Repubblica di Viterbo eì uno alla Corte dei Conti di Roma, nei primissimi mesi del suo mandato elettorale avanzando ipotesi di reato nella nostra gestione della costruzione di nuovi loculi cimiteriali.
E fin qui niente di strano, si potrebbe dire, anche se credo fermamente che la battaglia politico/amministrativa debba essere portata avanti nelle sedi appropriate e tra la gente, non nelle aule di tribunale.
Ritengo, invece, che il fatto grave in tutta questa vicenda sia stato l’uso che l’attuale amministrazione ha fatto di quelle accuse, rilevatesi poi assolutamente infondate, usandole in maniera strumentale, addirittura in appuntamenti pubblici e istituzionali, per gettare fango addosso ai precedenti amministratori comunali, senza tener conto delle conseguenze spiacevoli che questi atteggiamenti potevano innescare sugli interessati e sulle loro famiglie.
Più volte gli attuali amministratori hanno paventato una soluzione disastrosa per tutti noi con condanne e successive restituzione di fondi pubblici.
Invece, dopo le necessarie indagini, entrambe le Procure hanno archiviato gli esposti confermando quanto ci ha sempre contraddistinti, ovvero che il comportamento degli amministratori e dei tecnici fu irreprensibile e privo di qualsiasi appunto da muovere.
Oggi ci si aspetterebbe di ricevere le scuse da chi ha usato questi argomenti con disinvoltura e senza pesarne le conseguenze, ma credo che per noi e per quanti ci hanno sostenuto nel tempo è già pagante, eccome se lo è, veder riconosciuta la propria onestà e la regolarità del proprio lavoro.
Paolo Valeri
