![]() Gli avvocati Mario Rosati e Enrico Valentini |
![]() Paolo Esposito al momento della lettura della sentenza di primo grado |
![]() Ala Ceoban durante la lettura della sentenza di primo grado |
![]() Tatiana Ceoban |
![]() Elena Ceoban |
– “Paolo Esposito è distrutto”.
Ha poco altro da aggiungere l’avvocato Enrico Valentini.
Il difensore dell’elettricista di Gradoli, accusato di aver ucciso la convivente Tatiana Ceoban e la figlia di lei, Elena, incassa la conferma in appello della condanna all’ergastolo e guarda al futuro.
Le motivazioni della sentenza arriveranno tra sessanta giorni. A ottobre scadranno i termini per il ricorso in Cassazione. Valentini lo presenterà di certo perché arrendersi non è nel suo stile. Ma Esposito lo ha quasi scoraggiato ieri, dopo la lettura della sentenza di secondo grado che gli ha comminato di nuovo il carcere a vita.
“Guardava nel vuoto – racconta Valentini -, spaesato e deluso. Mi ha detto di lasciar perdere, di non fare niente. Ma noi, ovviamente, andremo avanti fino alla Cassazione. Non lasciamo un innocente in carcere. Perché lui si dice innocente e noi gli crediamo”.
Motivato ad andare avanti anche il collega Mario Rosati, che dall’inizio assiste Esposito insieme a Valentini. I due difensori condividono l’amarezza per la conferma dell’ergastolo, ma anche la soddisfazione per il risultato di Ala. “La difesa era unita – spiegano i legali di Esposito -. Non possiamo non gioire per il ridimensionamento delle accuse ad Ala. Con l’avvocato Bruno avevamo un obiettivo comune, che era quello di dimostrare l’innocenza di entrambi. Per Ala, se non altro, è stato fatto un passo avanti“.
Per i difensori, in ogni caso, i dubbi restano. “Se è stata esclusa l’aggravante della premeditazione – si chiede Valentini – come hanno potuto organizzare un duplice omicidio così perfetto? Ce lo spiegheranno le motivazioni. E se anche queste saranno illogiche, ce lo spiegherà la Cassazione”.




