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“La madre di Ala e Tatiana è sollevata”

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Elena Nekifor

Elena Nekifor

Ala Ceoban

Ala Ceoban

Gli avvocati di parte civile Claudia Polacchi e Luigi Sini

Gli avvocati di parte civile Claudia Polacchi e Luigi Sini

Tatiana Ceoban

Elena Ceoban

Elena Nekifor è sollevata. La madre di Ala Ceoban, imputata con l’accusa di aver ucciso la sorella Tatiana e la nipote Elena, ha accolto serenamente la sentenza di secondo grado per la figlia.

Su Ala Ceoban, moldava di 27 anni, non pende più la spada di Damocle del carcere a vita, ma una condanna a otto anni per favoreggiamento.

In pratica, stando alla sentenza della Corte d’Assise d’appello, emessa ieri, la ragazza aiutò il suo amante-cognato Paolo Esposito a far sparire le tracce della mattanza. Ma il suo contributo al delitto fu casuale e non pianificato. E in questo dettaglio sta la sostanziale differenza tra l’ergastolo per concorso morale comminato dai giudici di Viterbo e gli otto anni in appello.

Di Tatiana ed Elena Ceoban si è persa ogni traccia dal 30 maggio 2009. Ala è l’unica figlia che resta ancora a Elena Nekifor. E sapere che per i giudici romani non merita l’ergastolo perché non ha organizzato l’omicidio della sorella, per sua madre, è una liberazione.

“La signora Nekifor è più distesa – afferma il suo avvocato Luigi Sini -. La condanna di Ala all’ergastolo fu un colpo durissimo per lei. In appello, la Corte le ha comunque riconosciuto un ruolo, ma è stato categoricamente escluso che abbia materialmente ucciso la sorella e la nipote. Questo, per la mia cliente, è un sollievo”.

Quanto alla conferma dell’ergastolo per Paolo Esposito, convivente di Tatiana, coimputato e amante di Ala, l’avvocato Sini si dice “professionalmente soddisfatto”. E con lui, la collega Claudia Polacchi, legale di parte civile della figlia di Esposito e Tatiana. “Accetto la sentenza e aspetto di leggere le motivazioni – afferma l’avvocato -. Soprattutto per capire come la Corte spiegherà l’alleggerimento della posizione di Ala. In realtà, la stessa sentenza di primo grado lasciava un grande spiraglio aperto al favoreggiamento. E ora che la Corte l’ha svincolata da Paolo Esposito, spero che per Ala sia l’occasione per avere un risveglio di coscienza e per dire come sono andate realmente le cose”.


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