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“La Procura inerte sulla pista Provenzano”

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Angela Manca, la madre di Attilio Manca

Angela Manca, la madre di Attilio Manca

Il procuratore capo Alberto Pazienti e il pm Renzo Petroselli

Il procuratore capo Alberto Pazienti e il pm Renzo Petroselli

Attilio Manca, l'urologo trovato morto nel 2004

Attilio Manca, l'urologo trovato morto nel 2004

“La pista Provenzano non è stata neppure considerata”.

E’ senza parole Angela Manca. La madre di Attilio, l’urologo siciliano morto a Viterbo nel 2004, non crede a una parola di quanto detto stamattina dal procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti e dal sostituto Renzo Petroselli.

Per lei, la morte di suo figlio va ricercata nell’intervento chirurgico del boss Bernardo Provenzano. Una verità che, secondo la signora Manca, è l’unica possibile. A maggior ragione dopo le dichiarazioni del presunto “messaggero” del capo dei capi, secondo cui Provenzano avrebbe trascorso l’ultima parte della sua latitanza nell’alto Lazio.

“Il pentito Francesco Pastoia afferma che Provenzano è stato visitato da un medico nel suo rifugio. Dice che nel 2003 Provenzano era in Francia per operarsi. Proprio nello stesso periodo in cui c’era anche Attilio. La Procura ha deliberatamente ignorato questa testimonianza, restando completamente inerte sulla pista Provenzano”.

Che le indagini siano state incomplete e superficiali, la signora Manca è fermamente convinta. “I tabulati di Attilio a Marsiglia non sono mai stati cercati. Manca l’ultima telefonata che ho ricevuto da mio figlio la mattina dell’11 febbraio 2004. Un giorno prima che morisse. Mi diceva che doveva far aggiustare la moto. L’ho detto agli investigatori il 13 febbraio, quando i miei ricordi erano più che nitidi. Come potrei sbagliare?”.

E poi le siringhe. “Una è completamente pulita. Se è vero che si è iniettato l’eroina da solo, come ha fatto a non lasciare impronte? Le ha pulite? E poi, magari, è stato lui a ricorprirle col tappo salva-ago? Se anche così fosse l’avrebbe impugnata due volte. Eppure non c’è alcuna sua traccia. E’ impossibile…”.

Per la signora Manca la Procura si è appiattita sulla pista della droga, escludendo a priori l’ipotesi Provenzano. “Comunque non è finita. Noi continueremo per la nostra strada. La verità è questa. Mio figlio ha operato Provenzano. Da madre, ne sono più che certa”.


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