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“Laboratorio Ergonomia e sicurezza sul lavoro” per l’agricoltura

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– Il settore agricolo risulta, ancora oggi, tra quelli maggiormente a rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Basti pensare che nel primo trimestre di questo anno si sono registrati in Italia ben 115 casi di morti bianche, il 29% delle quali in agricoltura (la percentuale più alta tra tutti i settori produttivi).

Ma anche le malattie professionali non sono da trascurare: negli anni recenti hanno mostrato un trend fortemente crescente. In particolare quelle osteo-articolari e muscolo-tendinee che rappresentano, ormai, oltre l’80% dei casi denunciati all’Inail.

Per contrastare il fenomeno, il decreto legislativo 626 del 1994 prima ed il testo unico del 2008 (D.Lgs. 81/2008) poi, hanno posto tra i criteri essenziali di prevenzione l’osservanza dei principi ergonomici.

Presso l’Ateneo della Tuscia opera un laboratorio che può essere ormai considerato un punto di riferimento a livello nazionale sulle problematiche relative alla sicurezza ed igiene del lavoro in agricoltura. La struttura, denominata “Laboratorio di Ergonomia e Sicurezza del Lavoro”, è coordinata dai due docenti che lo istituirono oltre un decennio fa: i professori Danilo Monarca e Massimo Cecchini.

È una struttura di rilevante importanza didattica, di ricerca e di servizi offerti all’interno dell’Ateneo e del Territorio. Si occupa prevalentemente dello studio dell’ergonomia delle macchine e dei luoghi di lavoro, dello studio degli agenti fisici, chimici e biologici negli ambienti lavorativi, con particolare riferimento ai luoghi di lavoro agricoli, forestali e agroindustriali.

Un’ampia parte della attività di ricerca svolte dal Laboratorio è dedicata ad aspetti ergonomici ed in particolare alla analisi dei principali carichi da lavoro in ambiente agricolo. La tematica è di estrema attualità anche alla luce della emanazione delle specifiche direttive europee susseguitesi nel corso degli ultimi anni.

Tra le tematiche trattate in passato si ricordano quelle relative al problema del rischio derivante dalle polveri, sia quelle sollevate dalle macchine aspiratrici durante la raccolta delle nocciole, che per altre lavorazioni agricole (come la mietitrebbiatura), o le polveri di legno duro nelle fasi di prima lavorazione del legno; la valutazione della rumorosità e della relativa esposizione al rischio per gli addetti alle lavorazioni di pieno campo e per alcuni impianti di lavorazione; le indagini sperimentali sulla emissioni di rumore, vibrazioni e gas di scarico collegate all’uso di attrezzature forestali (come motoseghe e decespugliatori).

Altre ricerche hanno riguardato alcuni importanti aspetti ergonomici quali la movimentazione manuale dei carichi, il rischio da sovraccarico biomeccanico per il sistema mano-braccio e l’ergonomia delle cabine di guida di trattori e macchine semoventi.

Attualmente il Laboratorio dell’Università della Tuscia è impegnato nello studio della gestione del rischio nelle lavorazioni agricole meccanizzate nei frutteti e, in particolare, nell’analisi dei requisiti di sicurezza per la protezione del conducente e del passeggero contro il pericolo di capovolgimento nei trattori agricoli o forestali, in una ricerca svolta in collaborazione con l’Inail.

Il fenomeno delle morti bianche in agricoltura, infatti, vede al primo posto come causa di infortuni mortali il ribaltamento del trattore: il problema è affrontabile in modo relativamente semplice nei grandi trattori, dove è possibile installare strutture di protezione idonee; nei piccoli trattori per frutteti sino ad oggi si sono installati archi di protezione abbattibili (per operare sotto chioma) che, purtroppo, solo di rado sono poi effettivamente utilizzati dagli operatori agricoli.

Con questo progetto si intende risolvere le problematiche di sicurezza riferibili alle strutture di protezione installate su trattori “a carreggiata stretta”, valutando la funzionalità di trattori equipaggiati con nuove strutture di protezione di ridotte dimensioni, a quattro o sei montanti non abbattibili, per lavori sottochioma in impianti arborei (noccioleti, oliveti, vigneti con forma di allevamento a tendone, ecc.). Si intende, inoltre, valutare l’idoneità delle varie forme di impianto, per l’impiego dei suddetti trattori, identificando, per le principali colture arboree, le forme di impianto ottimali, verso cui indirizzare i nuovi impianti o la ristrutturazione degli impianti esistenti.

Il Laboratorio è particolarmente attivo nelle attività di formazione, ed è una struttura di riferimento nel Centro Italia, per la formazione degli Addetti e dei Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione aziendali, avendo, ad oggi, rilasciato oltre duemila attestati. In collaborazione con gli Ordini professionali si organizzano periodicamente anche corsi per i Coordinatori per la sicurezza nei cantieri.

Le tematiche della sicurezza, dell’igiene del lavoro e dell’ergonomia sono trattate anche nei corsi universitari: all’inizio dell’ultimo decennio fu istituito un “insegnamento a scelta” in ergonomia e antinfortunistica in agricoltura. Visto il notevole successo nelle adesioni, si affiancò, di seguito un ulteriore corso sulla sicurezza in agricoltura, conferendo ai due insegnamenti la possibilità di rilasciare il titolo di Addetto e Responsabile dei Servizi di Prevenzione e Protezione. Oggi questi insegnamenti stanno entrando sempre più nell’ordinamento degli studi dei corsi di laurea istituiti presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura, le Foreste, la Natura e l’Energia dell’Ateneo viterbese.

Particolarmente intensa è anche l’attività di divulgazione degli argomenti di sicurezza e salute sul lavoro (anche attraverso il sito internet attivo da circa un anno www.ergolab-unitus.com) e l’organizzazione di eventi congressuali come l’International Conference on Safety, Health and Welfare in Agriculture and Agro–food Systems “Ragusa Shwa”, che si tiene sotto l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica, con frequenza biennale ed è giunta ormai alla terza edizione.

Il laboratorio ospita anche una buona parte delle attività del Corso di dottorato in “Ingegneria dei Sistemi Agrari e Forestali”, nell’ambito dei quali sono stati organizzati diversi corsi specialistici come la recente Spring School “L’ergonomia in agricoltura” che ha trattato temi di estrema attualità, con l’apporto delle esperienze di docenti provenienti dalle principali istituzioni del settore, dalle Università all’Inail, dall’Isia al Centro Italiano di Ergonomia.

Il laboratorio può vantare collaborazioni con le più importanti istituzioni operanti nel settore della sicurezza e salute sul lavoro come l’Inail, alcune Asl, le principali associazioni di categoria agricole, l’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria, il Cra (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura), con colleghi di altre Università italiane e straniere e con aziende private.


Principali servizi offerti dal laboratorio sul territorio

Il laboratorio di Ergonomia e Sicurezza sul Lavoro pone la sua esperienza al servizio del territorio, fornendo consulenze specialistiche su varie tematiche:

– rilevamenti fonometrici ai fini della valutazione dei rischi da esposizione al rumore (D.Lgs. 81/2008), nonché ai fini della certificazione CE delle macchine agricole (D.Lgs. 17/2010);

– rilevamenti di vibrazioni trasmesse all’intero corpo e al sistema mano-braccio da macchine ed attrezzature agricole (D.Lgs. 81/2008), anche per la certificazione CE delle macchine (D.Lgs. 17/2010);

– rilevamento delle concentrazioni di inquinanti aerodispersi (polveri inorganiche, agenti biologici, agenti chimici) nell’ambiente e nei luoghi di lavoro;

– determinazione delle concentrazioni di polveri di legno duro nelle operazioni che espongono i lavoratori a tali agenti cancerogeni (D.Lgs. 81/2008);

– rilevamento dei parametri microclimatici negli ambienti di lavoro (temperatura, umidità relativa, velocità dell’aria, illuminazione, ecc.) e valutazione del comfort termico in ambienti moderati;

– valutazione dei parametri ergonometrici delle postazioni di lavoro: studio delle “work related muscolo-skeletal’s disorders” e degli indici di carico legati alla movimentazione manuale dei carichi;

– analisi di conformità delle macchine agricole (D.Lgs. 17/2010) ai fini della certificazione CE;

– sicurezza dei cantieri temporanei o mobili (D.Lgs. 81/2008);

– sicurezza degli impianti tecnologici;

– sicurezza dei laboratori, con particolare riguardo alla funzionalità delle cappe chimiche;

– prevenzione incendi.


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