![]() Civita Castellana |
Riceviamo e pubblichiamo – E’ vergognoso lo stato in cui versa il secondo paese più grande della provincia. Frutto di una politica antiquata vista e rivista soprattutto negli errori. E’ il momento di cambiare modo di pensare, di lasciare da parte gli interessi politici, personali ed economici per guardare esclusivamente alle priorità dei cittadini.
In una situazione nazionale difficile e dura dal punto di vista economico, a Civita Castellana siamo rimasti con un modo di amministrare obsoleto ormai da epoche e non di anni. Il nostro sindaco probabilmente non versa nelle stesse condizioni della cittadinanza che con le industrie, il commercio e il lavoro ci vive davvero.
Non guida questa città con la giusta grinta di chi vuole, se non altro, rimanere a galla. Sicuramente non ha in sé la rabbia di quei cittadini in forti difficoltà economiche che vedono spesi 110mila euro per il restauro di un monumento piuttosto che veder stanziato un contributo all’economia del territorio. Attività commerciali, fabbriche di sanitari e settore agricolo versano in condizioni a dir poco disastrose, in una città che ha sempre vissuto sull’industria, che basa i suoi principi, abitudini e ritmi prevalentemente sul lavoro nel settore ceramico.
Stiamo parlando della nostra etnia, del nostro essere civitonici che questa amministrazione e il nostro sindaco stanno abbattendo. L’inettitudine di vecchi modi di pensare vi porta a eseguire l’arredo urbano spendendo decine di migliaia di euro con innesti e ornamenti in ferro e non in ceramica.
Puntando su un turismo idealizzato e non concreto, che incentra nel centro storico della prima città in Italia delle ceramiche una gran quantità di pali, paletti, catene, vasi e panchine di ferro. L’idea di comune nacque nel medioevo per dare un minimo di sussistenza economica alla comunità. I commercianti scambiavano merci tra loro, mentre voi portate i nostri contributi altrove.
Le vostre azioni sono precedenti a questo periodo. I lavori per la ferrovia, come altri che “avete eseguito”, sono basati su idee, progetti e fondi stanziati della precedente amministrazione redatti in un periodo di diversa certezza economica. Approvate un’altissima percentuale sull’Imu per poi sistemare il monumento di piazza della Liberazione? Gravate ancor più sulle tasche dei cittadini già in difficoltà con un mutuo per un monumento?
Il nostro sindaco amministra come fosse New York una città che si sta impoverendo come una periferia campana. Siamo sereni, accettiamo la realtà e ripartiamo da zero. Il mondo sta evolvendo, siamo governati da un governo tecnico, i terremoti stanno cambiando la conformazione della terra e parliamo con il vicino di casa tramite un sito americano.
Il vostro modo di pensare appoggiato due anni fa, non vi sembra ormai lontano anni luce? I progetti di cui vi vantate, non vi sembrano frutto di un modo di amministrare antiquato?
Daniele Capobianchi
Giovane Italia Civita Castellana
