![]() Un'immagine dell'escursione |
– L’Università della Tuscia all’Isola di Montecristo.
Il dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche ha svolto un’escursione didattica all’Isola di Montecristo, riserva naturale integrale che fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’escursione è stata organizzata in collaborazione con il Circolo Velatuscia, per iniziativa del presidente Adalberto Cagnucci.
I soci Luciano Zei e Stefano Labellarte hanno messo a disposizione e condotto due imbarcazioni a vela: Sidra e Sapama, che hanno portato gli studenti del corso in Conservazione della natura (curriculum marino), che si tiene nella sede di Civitavecchia, fino all’Isola più affascinante e irraggiungibile del Tirreno. La navigazione è stata tranquilla e accompagnata solo dal rumore del vento e del mare.
La visita dell’Isola è stata possibile grazie ad una speciale autorizzazione del Corpo Forestale dello Stato di Follonica e organizzata dal Direttore del Deb, Silvano Onofri, nell’ambito degli insegnamenti di botanica. Le imbarcazioni sono salpate da Porto Ercole all’Argentario hanno raggiunto l’Isola del Giglio, dove si è svolta una prima osservazione della costa e dei bassi fondali per poi ormeggiare per una brevissima notte al Porto del Giglio.
Una navigazione notturna, sospinti da un propizio vento di maestrale, e all’alba si è stagliata in lontananza la breve, aspra e rosata catena montuosa dell’isola. Il gruppo è stato accolto, dopo l’ormeggio a Cala Maestra, con cordialità e simpatia dai Custodi della Riserva, Giorgio e Luciana e dei militari del Corpo Forestale.
Sull’Isola è stato possibile visitare il piccolo Museo e osservare la rada e rara vegetazione dell’isola, tra cui il sorprendente maro, cespuglio che emette un fortissimo odore che alcuni trovano inebriante e altri nauseante, i secolari pini e le enormi eriche, nonché le numerose capre selvatiche.
Dopo la visita e il pranzo, nell’area di sosta di Cala Maestra, di nuovo vele verso il Giglio, pernottamento in porto, accolti dal Comandante Porcelli della Capitaneria di Porto e poi il giorno successivo rientro all’Argentario.
