![]() Ilaria Fiaschetti (Liceo linguistico) e Guendalina Arceri (Liceo pedagogico) |
![]() Sofia Turchetti, Isabella Labellarte, Diana Ulea (Liceo linguistico) |
![]() Daniele del Liceo classico |
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![]() Liceo classico linguistico M. Buratti |
![]() Istituto "Paolo Savi" |
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– Montale, la crisi economica, e il tema libero sull’avere vent’anni. Sono state queste le tracce più quotate che ieri mattina sono state svolte dagli alunni per la prima prova degli esami di maturità.
Come di consueto, crisi economica a parte, tutti argomenti che gli studenti non si aspettavano.
“Avevo visto che c’era la vaga ipotesi della crisi economica e mi ero andato a vedere qualcosa – dice Daniele del liceo cassico – così mi sono trovato abbastanza bene su quel tema lì. Mi interessava anche la traccia sulla tecnologia, ma mi sentivo più ferrato su questo”.
In generale comunque sembra essere andata bene. “I titoli erano belli – racconta Guendalina del liceo pedagogico -, soprattutto per me il tema generale che parlava dei vent’anni, come sono visti dai ragazzi e come sono visti, invece, dagli adulti. Anche se la maggior parte ha svolto la traccia sulla crisi”.
“Le tracce non erano complicate – conferma Ilaria Fiascehtti del liceo linguistico -. Ci aspettavamo tracce su D’Annunzio e Pascoli e invece nulla. Però è andata bene”.
Della stessa opinione la studentessa Isabella Labellarte. “Sinceramente mi aspettavo di peggio – spiega -. Durante l’anno le simulazioni delle prove sono state più difficili. Anche il clima era molto tranquillo”.
Anche l’analisi del testo con Montale non era difficile. “Mi sono trovata bene – afferma Chiara del ragioneria -, non è stata difficile come si pensava”.
Ma le prove che preoccupano di più gli studenti, sono la seconda, la terza e il tanto sofferto orale, specialmente, a detta di alcuni, per il fatto di dover parlare di fronte a tante persone e davanti ai commissari esterni.
Tra i percorsi scelti a piacere dai ragazzi quest’anno spiccano Jim Morrison, il tema dell’infinito, la musica, la guerra, la parola, il dandismo e le olimpiadi.
Elisa Cappelli






