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(g.f.) – Brinderemo al nuovo anno con l’arsenico.
La presenza della sostanza nell’acqua di molti comuni della provincia e in parte del capoluogo è un dato di fatto e sperare che entro la fine dell’anno si riesca ad abbassare i valori in tempo per la scadenza della deroga ai limiti concessa, è un bel sogno.
Con una buona dose di realismo, è quanto ha sostenuto il sindaco Giulio Marini durante la seduta di consiglio di ieri, in larga parte dedicata alla presenza d’arsenico nelle acque.
A relazionare, il presidente Ato Marcello Meroi e quello di Talete Marco Fedele.
“C’è una grande difficoltà – spiega Marini – dovremmo spendere tre milioni e 800mila euro, ma il patto di stabilità non ce lo consente. Il 31 dicembre non riusciremo a rispettare i termini di legge e l’ordinanza di non potabilità dell’acqua a quel punto sarà inevitabile.
Un problema per me anche morale. Ordinare alla gente di non attingere alla fonte è fastidioso”.
Dal canto suo Meroi si augura che la Regione arrivi rapidamente alle procedure d’appalto per realizzare i depuratori e si faccia carico della depurazione.
Ma nella Tuscia sul fronte acqua si naviga a vista. L’ingresso in Talete di molti comuni è ancora utopia, la Regione non li ha commissariati e tutto si complica. Una storia nota.
