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“Ora è il tempo dell’apertura e dell’ascolto”

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Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

Riceviamo e pubblichiamo – Sono fra coloro che pensano che bisogna raccogliere in fretta la sfida che Pierluigi Bersani ha lanciato al Pd e al Paese.

Nell’ultima direzione nazionale del partito democratico non si è svolta una discussione di routine. La situazione dell’Italia non lo consentiva. E’ troppo seria e troppo grave la crisi che ora colpisce in particolare l’Europa, che nessuno poteva e può cavarsela rimanendo nel proprio recinto di certezze e di consuetudini.

La politica, più di chiunque altro, deve reagire per mostrare il suo volto migliore: coraggio, lungimiranza, conoscenza dei problemi veri, rispetto per le persone. Il Pd, il primo partito italiano, non può rimanere fermo.

Non c’è soltanto la crisi economica che morde e mette in difficoltà buona parte della società, anche quella più dinamica e innovativa; sta maturando una crisi della democrazia per l’inadeguatezza dell’offerta politica che costringe ormai il 50% dei cittadini italiani a rimanere a casa al momento del voto per “l’impossibilità” di scegliere da chi essere rappresentati.

Davvero non si possono non vedere problemi così grandi. Crisi economica e sociale e crisi democratica insieme costituiscono una miscela esplosiva che può mettere in ginocchio anche una potenza mondiale come l’Italia. Da qui la necessità di una nuova iniziativa.

Fare del Pd il principale protagonista della ricostruzione di un rapporto positivo tra cittadini e politica, fra cittadini e istituzioni.

Senza scegliere la strada “semplice” di appaltare l’innovazione e il cambiamento alle sole liste civiche. Ma investendo il Pd della responsabilità di aprire se stesso e di innovare se stesso per raccogliere e per interpretare le domande vecchie e nuove della società.

Domande di pulizia, di onestà, di trasparenza e di efficienza dei partiti e della politica.

Domande di partecipazione democratica e di cittadinanza dentro i partiti che devono essere ciò che per loro prevede la Costituzione Italiana. Domande che pretendono una politica che la smetta di occuparsi di interessi particolari e solo di quelli e riscopra il principio dell’interesse generale e il valore de benessere della società.

Per queste ragioni trovo convincente il percorso proposto da Bersani.

Oggi è il tempo dell’apertura e dell’ascolto. Ad ogni livello il Pd apra porte e finestre e chiami a raccolta tutti quei soggetti della società civile, organizzati e non, che sono disponibili a collaborare per definire una Carta d’Intenti che diventi la base per costruire un patto fra progressisti e moderati italiani.

Entro la fine dell’anno questo schieramento sceglierà il suo leader attraverso elezioni primarie aperte.

Bersani avrebbe potuto dire che lo statuto del Pd prevede che il candidato premier è il Segretario. Non lo ha fatto perchè, se la situazione è così seria, allora rendite di posizione non ci possono essere per nessuno.

Noi vogliamo promuovere una stagione di larga partecipazione popolare per scrivere in tanti il futuro dell’Italia; con la buona politica e con una nuova classe dirigente.

Con la buona politica. Perchè si esce dalla crisi con la buona politica.

E vecchi e nuovi avventurieri che promettono il bengodi se solo si cancellassero la politica e i partiti, nonostante siano insistenti e dotati di grandi mezzi, non riusciranno a convincermi.

Alessandro Mazzoli
Membro della direzione nazionale del Pd


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