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Ospedale, il sindaco non incolpi la minoranza…

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Laura Voccia (Udc)

Laura Voccia (Udc)

Riceviamo e pubblichiamo – Forse signor sindaco, non ricorda bene, ma il gruppo politico di cui faccio parte, in periodo preelettorale è stato il primo a denunciare pubblicamente la grave carenza di personale medico e paramedico con imminente rischio di accorpamento dei reparti e conseguenti pesanti disagi sia per il personale stesso già costretto a estenuanti turni lavorativi sia per i pazienti data la probabile ed inevitabile riduzione delle attività ambulatoriali.

Abbiamo sostenuto altresì come la sopravvivenza del nostro ospedale fosse frutto di un lavoro costante e duro di tutto il personale che con grande senso del dovere era comunque riuscito a garantire i “numeri” in termini di produttività, sottoposti a continue verifiche da parte della Regione e che proprio grazie a questi risultati se ne era scongiurata la chiusura. Non mi sembra fossero falsità quelle asserite piuttosto la dichiarazione e la previsione di fatti che di lì a poco sarebbero avvenuti.

Non bastava certo, seppur cosa ben fatta perché sicuramente a beneficio della cittadinanza, la donazione di macchinari ai vari reparti per risolvere problematiche ormai cronicizzate giunte all’attenzione della popolazione solo in periodo elettorale. I macchinari senza l’ausilio di personale specializzato e dedicato di certo non possono funzionare.

Ora lei vuole addossare la responsabilità dell’attuale situazione sulla minoranza e sulla sottoscritta, tacciandoci di inerzia e pretendere che risolviamo quanto in cinque anni di precedente amministrazione la maggioranza stessa con tre figure mediche sedute sulle sedie consigliari, non è stata in grado di fare.

Perché allora, sindaco, non si rivolge ai suoi collaboratori sanitari, quelli che lo hanno aiutato ad essere eletto, in tutto sei tra la precedente e attuale tornata elettorale e non gli chiede perché non lo hanno informato sulla reale situazione del nostro ospedale e non si sono adoperati, specialmente in periodo elettorale, per sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che di lì a qualche tempo si sarebbe verificato invece di gettare fumo negli occhi e promettere infermieri, addirittura dieci, in tempi brevi, pur sapendo che alla fine la verità sarebbe venuta a galla.

Magari la popolazione tarquiniese ci avrebbe aiutato mobilitandosi, come aveva già fatto egregiamente quando si era ventilata l’ipotesi di chiusura. Forse erano troppo impegnati, come lei asserisce, ad “agitarsi in cerca di voti per essere eletti”: sicuramente la sottoscritta non si riconosce in questa frase da lei pronunciata, spero dettata dal nervosismo, perché sono ben altre le cose che la agitano e la preoccupano, sicuramente più importanti, come quello di salvare vite umane lavorando in condizioni di estrema difficoltà e precarietà, in urgenza, spesso di notte dopo una già estenuante giornata di lavoro, senza l’ausilio infermieristico e con un solo tecnico, nel mio caso radiologo, che svolge spesso più mansioni contemporaneamente.

Tuttavia nulla è più ripagante dell’essere coscienti di aver comunque fatto sempre il proprio dovere mettendo a disposizione di tutti la propria professionalità, nel massimo delle proprie possibilità, anche in condizioni avverse. Ed è proprio il senso di responsabilità che accomuna medici e paramedici che ha consentito alla popolazione di Tarquinia di usufruire in questi anni di un’assistenza ospedaliera di tutto rispetto nonostante i tagli e la crisi economica regionale.

Apprezzo lo sforzo, sindaco, che sta facendo in questi giorni per colmare quella voragine che si sta aprendo sotto i nostri piedi ma non credo sia la strada giusta quella da Lei intrapresa, soprattutto quella della polemica piuttosto che della collaborazione;non condivido le proposte che lei fatte per risolvere i problemi del nostro ospedale perché le ritengo ineseguibili e inaccettabili anche dalla Regione; io personalmente e la minoranza di cui faccio parte ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo perché insieme si possa trovare una corretta strategia per tentare di salvare la nostra sanità locale evitando polemiche inutili e poco costruttive”

Laura Voccia
Gruppo Udc Tarquinia


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