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Prostituzione, due ai domiciliari

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Alessandro Ceccarelli

Alessandro Ceccarelli

Maurizio Maravalle

Maurizio Maravalle

Roldano Baglioni

Roldano Baglioni

Gli appartamenti sequestrati

Uno degli appartamenti sequestrati

Fabio Zampaglione e Alessio Papa

Il capo della mobile Fabio Zampaglione e il maggiore dei carabinieri Alessio Papa

(s.m.) – Prostituzione, domiciliari per due arrestati su tre.

Arresti domiciliari per Maurizio Maravalle e Alessandro Ceccarelli.

L’operaio 50enne di Acquapendente e l’ex commerciante 40enne ternano, arrestati per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione nel blitz “Hot line” (fotocronacavideo),  hanno lasciato il carcere questa mattina.

Il gip Franca Marinelli, su parere positivo del pm Stefano D’Arma, ha accolto le richieste di alleggerimento della misura cautelare avanzate dalle difese, rappresentate dagli avvocati Vincenzo Dionisi e Franco Taurchini.

Nessuna notizia, al momento, del terzo arrestato, l’albergatore 51enne di San Lorenzo Nuovo Roldano Baglioni. L’unico ad avereprecedenti per sfruttamento della prostituzione, con l’accusa di aver consentito a una squillo di offrire sesso a pagamento nel suo hotel.

Le manette per i tre scattarono all’alba del 25 maggio, nel blitz “Hot line”, operazione congiunta di squadra mobile e carabinieri.Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione le accuse contestate agli arrestati, i quali, secondo il pm Massimiliano Siddi, avevano messo in piedi un sistema di gestione di case chiuse e reclutamento di prostitute.

Stando alle indagini, transessuali o ragazze venivano fatte ruotare negli appartamenti del centro storico viterbese (piazza della Rocca, via Saffi e via Mazzini), per poi lasciare la città dopo qualche giorno, per non destare sospetti.

La Procura contesta ai tre di aver incassato, oltre agli affitti delle case, anche i proventi della prostituzione, ma all‘interrogatorio di garanzia Ceccarelli e Maravalle hanno negato, sostenendo solo di aver riscosso i soldi degli appartamenti. Baglioni, in quell’occasione, si avvalse della facoltà di non rispondere.

Oltre a chiedere la sostituzione del carcere con i domiciliari, i legali degli altri due hanno già pronta un’istanza di patteggiamento a un anno e dieci mesi. Istanza che, nelle prossime settimane, dovrà prima passare al vaglio del pubblico ministero e poi del gip.


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