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“Questa è una rapina!”… e invece era un film

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Una pattuglia della polizia

Una pattuglia della polizia

Dovevano fare un cortometraggio per l’Istituto europeo di design (Ied). Non pensavano di poter finire in Questura con una denuncia per procurato allarme.

La disavventura è capitata a tre 21enni viterbesi: Lorenzo Sun, Simone Nocchi e Gabriele Fazzini. I primi due aspiranti registi. Il terzo, col sogno di diventare attore.

Lorenzo e Simone studiano allo Ied. L’ultimo esame prevedeva la realizzazione di un cortometraggio. Loro avevano pensato a una crime story ambientata a Viterbo. Simone doveva calarsi nei panni del rapinatore che, a volto coperto e armato di pistola, tentava una rapina nel ristorante cinese di Lorenzo, a due passi da porta Fiorentina.

La pistola era finta. E la rapina, un film. Ma i passanti che si trovavano ieri pomeriggio verso le 17 dalle parti di porta Fiorentina non potevano immaginarlo. E quando hanno visto un losco individuo armato, vestito di nero e col volto coperto da un casco integrale hanno subito chiamato la polizia.

“Sono arrivati in meno di un quarto d’ora – racconta Lorenzo -. Erano almeno una quindicina, asserragliati fuori dal ristorante, tra agenti in borghese e in divisa. Li abbiamo visti da dentro il locale. Siamo usciti per vedere cos’era successo e ci hanno ordinato di metterci a terra. Non pensavamo minimamente di creare tutto quel caos…”.

“Fuori dal ristorante sono arrivate sei volanti – continua Simone -. Ci siamo ritrovati con una decina di poliziotti che ci puntavano contro la pistola. E pensare che non ne avevo mai vista una vera da vicino… Mi ha fatto un certo effetto. Gli ho detto la prima cosa che mi è venuta in mente: “Era solo un cortometraggio, scusate!””.

In Questura, però, Lorenzo, Simone e l’altro loro amico Gabriele, ci sono finiti davvero. Anche dopo che i poliziotti hanno constatato che, nel ristorante, c’erano solo pistole giocattolo e tutta l’attrezzatura per girare il corto.

“Siamo stati identificati ed è scattata la denuncia per procurato allarme – dicono Lorenzo e Simone – . Ci hanno detto di nominare un avvocato e aspettare la convocazione dal giudice. Da un lato ci dispiace di aver creato questo inaspettato trambusto. Dall’altro, siamo quasi contenti. Persino i poliziotti ci hanno detto che il film verrà benissimo: era tutto molto realistico. Forse anche troppo…”.


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