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Riceviamo e pubblichiamo – Arrivati a Viterbo venerdì 22, siamo stati accolti dal Vespa Club Viterbo nella sala degli Almadiani dove era stata allestita una mostra di vespe storiche di tutto rilievo; esemplari dei primi anni 50 in perfetto stato fino ad arrivare alla PX200 del 1980, senza trascurare la mitica 90ss o la splendida 180 rally.
Nel fondo scorrevano le immagini dell’Eurovespa 2002, sapientemente “montate” in un filmato di circa due ore. Il raduno, infatti, voleva ricordare proprio l’evento di dieci anni fa in un Revival appositamente organizzato. Alle pareti centinaia di fotografie che, a noi che c’eravamo, suscitavano un misto di ricordi, nostalgia e orgoglio di essere stati presenti anche allora.
Su altri pannelli erano stati esposti i disegni dei ragazzi delle scuole medie che avevano partecipato ad un concorso vincendo, in premio, un viaggio a Pontedera con visita al museo Piaggio. Mentre guardavamo questi disegni alcuni ragazzi, ormai grandi, hanno riconosciuto il proprio lavoro di allora.
Usciti dalla sala con la nostalgia e una sorta di Amarcord in mente siamo andati a spasso in una Viterbo addobbata ed abbiamo scoperto che questa città è stata nominata nel 2012 “Città europea dello sport” e che il Revival Raduno di vespe è stato inquadrato in un contesto di eventi organizzati nell’occasione.
Il sabato mattina, di buon’ora, ci siamo recati nel luogo convenuto, un magnifico parco verde chiamato “Prato Giardino” dove erano stati allestiti i gazebo per accogliere i partecipanti; una quantità notevole di addetti con una vistosa polo arancione con la scritta Staff era lì pronta per noi.
Scipione, l’anticiclone africano, stava facendo la sua parte, ma la folta vegetazione del parco ha mitigato notevolmente l’afa. L’iscrizione è corsa via liscia, chi aveva inviato la prenotazione era nel computer e gli altri venivano registrati velocemente, poi ci è stata consegnata una busta con i gadget e i vari ticket, a richiesta, per partecipare alla serata del sabato e/o al pranzo della domenica.
Alla fine della serie di gazebo c’era un piacevole punto di ristoro riservato a noi. Poco prima delle 11 una voce metallica ci ha informato che stava partendo la visita guidata diretta al centro di Viterbo. Alla nostra domanda “Andiamo con le vespe?”, sorridendo, l’addetto alla segreteria ci ha risposto: è una città medioevale, si visita in punta di piedi.
Nel primo pomeriggio è stata organizzata la “colonna” di vespe per andare a Bagnoregio e di là, salire a piedi fino alla “Civita”, il vecchio Borgo di origine etrusca spopolatosi nel tempo a seguito dei movimenti franosi verso la Valle dei Calanchi e parzialmente recuperato in tempi recenti. Anche questa visita ci ha rituffato indietro di dieci anni, dal momento che anche la carovana dell’Eurovespa era venuta in questo luogo sempre magico e suggestivo.
Proprio mentre salivamo lungo la stretta passerella che porta a Civita di Bagnoregio qualche partecipante che la settimana prima era stato al Vespa World Days a Londra, che ora sostituisce di fatto il vecchio raduno Eurovespa, ci faceva osservare come l’organizzazione Viterbese, oggi come dieci anni fa, curi sempre da vicino gli spostamenti dei partecipanti con un numero cospicuo di elementi dello staff, mezzi di assistenza, staffette in moto e ambulanza sempre presente e concludeva: io a Londra mi sono perso.
Al ritorno dalla “gita” a Bagnoregio abbiamo avuto il tempo di riorganizzarci un attimo e subito siamo ripartiti per andare alla serata ufficiale; destinazione un parco alberato in riva al Lago di Vico organizzato con tavoli in pietra. Al ritmo delle canzoni dei Beatles, eseguite da tre ragazzi vestiti a loro copia e somiglianza, si è svolta la serata.
Inizialmente ha preso la parola l’assessore allo Sport e vice sindaco di Viterbo che, dopo aver salutato i convenuti e gli organizzatori, ha confessato di possedere una vecchia vespa e di avere voglia di rimetterla a posto per far parte anche lui della famiglia dei vespisti, almeno in queste occasioni. La cena è stata buona, la brezza del lago ha fatto dimenticare “Scipione” e verso la mezzanotte ci siamo arrampicati in vespa tra i boschi dei monti cimini per tornare ai nostri alberghi verso Viterbo e dintorni.
La mattina della domenica è stata quella che ha visto il massimo delle presenze; alle iscrizioni ci sono stati momenti di coda, smaltita rapidamente da una macchina organizzativa rodata ed efficiente. L’afflusso domenicale è stato principalmente costituito dai residenti entro un raggio di 100, 150 Km da Viterbo che hanno voluto contenere le spese limitando la loro presenza ad un solo giorno.
Alle 11, chiuse le iscrizioni, gli addetti alla segreteria hanno avviato il calcolo dei punteggi per stilare la graduatoria dei club presenti. Contemporaneamente i Big dell’organizzazione hanno cominciato a scrutare attentamente le vespe ferme sotto gli alberi del parco per individuare quelle più degne di una qualche menzione.
Le vespe, ormai diventate più di 200, si sono incolonnate per una sfilata per le vie di Viterbo e poi sono partite alla volta di Ronciglione. Qui i partecipanti sono stati ricevuti dal sindaco che ha ricordato come anche l’Eurovespa del 2002 avesse fatto tappa a Ronciglione. La carovana è poi ripartita per il Lago di Vico dove nello stesso parco della sera precedente si è svolta la cerimonia conclusiva abbinata al pranzo.
Dopo il saluto del presidente della Pro Loco di Caprarola, il presidente del Vespa Club Viterbo ha dato la parola al Presidente del Vespa Club Italia Roberto Leardi, che è anche Presidente del Vespa World Club. Leardi ha esordito dicendo di aver già presieduto alla presentazione di questa manifestazione, avvenuta presso la sezione di Viterbo del Panathlon Club e ha ricordato come Viterbo sia legata alla “Legenda Vespa” da molti anni, ancor prima del mitico Eurovespa 2002.
Infatti, molti conduttori viterbesi si sono collocati ai primi posti nelle classifiche delle varie discipline che riguardano la vespa; questo è accaduto costantemente nel tempo e oggi il campione Italiano ed Europeo di Vesparaid è un conduttore del Vespa Club Viterbo. Ma nei ricordi di Roberto Leardi il pilota viterbese per eccellenza, all’epoca suo amico e avversario sportivo, è e rimane Roberto Celestini mitico Campione di Gimkana negli anni 70, oggi presidente dell’Auto Moto Club Viterbo di cui il Vespa Club Viterbo è una sezione.
La premiazione ha visto assegnata una targa a tutti i club partecipanti classificatisi dopo il 15esimo posto. Ai primi 15 club sono stati assegnate coppe e trofei. Al primo posto per il punteggio conseguito (un combinato tra distanza percorsa, mezzi e persone presenti) si è collocato il Vespa Club Ruote d’Occidente di Marsala; a seguire i vari Club provenienti da Perugia, Pisa, Imola, Valle Scrivia, Tempo di Moto (RM), Settimo Torinese, Selargius, San Vincenzo, Gavorrano, Roma, Corchiano, Sant’Elpidio a Mare, Pagliare del Tronto, classificati nell’ordine.
A conclusione, il presidente Leardi ha voluto essere ritratto in una foto ricordo con tutte le persone appartenenti allo staff della manifestazione; tanti da non poter essere contenuti tutti sul palco delle premiazioni. Gli artefici invisibili di un successo che si ripete nel tempo.
Domenico Palazzetti
