![]() Attilio Manca, il medico trovato morto a Viterbo nel 2004 |
![]() L'avvocato dei Manca, Fabio Repici |
![]() La conferenza stampa del procuratore capo Alberto Pazienti e del pm Renzo Petroselli sul caso di Attilio Manca |
– Caso Manca, pronta l’opposizione alla richiesta di archiviazione.
Lo avevano promesso e l’hanno fatto. I familiari di Attilio Manca si sono opposti alla richiesta di archiviazione per i cinque indagati nell’inchiesta sulla morte del giovane medico, nel febbraio 2004.
L’atto sarebbe già stato depositato alla cancelleria del gip del tribunale di Viterbo. Sedici pagine scritte dall’avvocato dei Manca, Fabio Repici, che si concludono con sei richieste di investigazioni suppletive.
Repici chiede che il gip riprenda in considerazione “ogni atto d’indagine già in passato sollecitato nell’interesse delle persone offese dal reato”. Chiede che i Manca siano ascoltati dagli inquirenti. E poi, accertamenti sulle impronte in casa di Attilio. In particolare quella del cugino Ugo Manca, trovata in bagno, per capire se può davvero risalire al dicembre 2003 – due mesi prima della morte di Attilio – come Ugo Manca sostiene.
Altre analisi sono richieste sulle impercettibili tracce rilevate sulle siringhe usate per l’iniezione letale di eroina e tranquillanti. Repici vuole sapere se può essere stato il tempo a cancellarle o, eventualmente, un terzo soggetto interessato a farle sparire.
E, infine, l’acquisizione dei tabulati telefonici già esaminati dalla Procura di Messina e di un’email anonima inviata a “Chi l’ha visto”. A scriverla sarebbe stato un vecchio compagno di università di Attilio, che parla della morte sospetta di un amico dell’urologo. L’uomo aveva raccontato all’anonimo scrivente di essere uscito una sera con Attilio e un loro conoscente e di aver ricevuto minacce da quest’ultimo. Il tutto poco prima della sua morte.
Nel suo atto di opposizione, il legale spara a zero sulla Procura di Viterbo. Parla di “imbarazzante conferenza stampa”, “dichiarazioni incredibili del procuratore”, “assurdo uso degli atti” e “scarsa consapevolezza del fascicolo”. E la tesi che Attilio si sia iniettato da solo la dose letale di eroina, per Repici, continua a non trovare riscontro.
Spetta, ora, al gip del tribunale di Viterbo fissare un’udienza per permettere alle parti di formulare le proprie conclusioni sulle cinque richieste di archiviazione. Il gip potrà respingere o accettare le richieste dei Manca. In tal caso, gli atti tornerebbero di nuovo al pm per le ulteriori indagini volute dai familiari del medico. Con evoluzioni imprevedibili, a seconda dell’esito degli accertamenti.


