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– Non c’è stata nessuna costrizione. La ragazza era consenziente.
E’ la versione degli otto imputati al processo per lo stupro di Montalto di Castro.
I ragazzi, tutti sui vent’anni, sono stati ascoltati stamattina uno a uno dal collegio dei giudici del tribunale dei minori di Roma.
Quattro ore di udienza per ricostruire la notte tra il 31 marzo e il primo aprile 2007, quando gli otto avrebbero violentato una loro coetanea durante una festa in pineta. Ma loro smentiscono.
La presunta vittima, secondo quanto riferito dagli imputati in aula, si sarebbe volontariamente appartata con gli otto ragazzi, accettando di avere rapporti sessuali con ognuno di loro, uno dopo l’altro. Niente sesso estorto con la forza, quindi. Né bruta violenza di gruppo, almeno stando al racconto degli otto giovani.
La loro tortuosa vicenda giudiziaria è iniziata nel 2009. Dopo la denuncia sporta dalla ragazza – oggi parte civile – e l’inizio dell’udienza preliminare, il gup De Biase del tribunale dei minori accolse la richiesta di messa in prova per le difese. I ragazzi, affidati ai servizi sociali, avrebbero dovuto svolgere 28 mesi di servizio civile. Ma il percorso di reinserimento sociale si interruppe a metà strada: su richiesta della procura generale, la Cassazione lo annullò, disponendo che si ripartisse dall’udienza preliminare.
Il rinvio a giudizio del nuovo gup ha segnato l’inizio del processo, lo scorso dicembre. La prossima udienza è fissata al 17 settembre, per l’ascolto di sei testimoni delle difese.
