![]() L'imputato A.C. |
![]() L'avvocato Giuseppe Picchiarelli |
– Era stato condannato a nove anni di carcere per violenza sessuale sulla figlia.
Ieri la Corte d’Appello di Roma gli ha ridotto la pena di due anni.
Lui, A.C., 43enne romeno residente a Viterbo, era stato arrestato nel marzo 2010 dagli agenti della squadra mobile.
L’accusa era quella di aver violentato per due anni la figlia 12enne. Abusi che, iniziati nel 2008, sarebbero avvenuti ogni volta che padre e figlia si trovavano da soli, nella casa a Viterbo in cui abitavano. Violenze quotidiane, secondo i poliziotti della mobile, ripetute più volte anche in una sola giornata.
Agli abusi si sarebbero poi aggiunte le percosse alla moglie, spesso anche sotto gli occhi delle due figlie della coppia. Episodi che hanno fatto sì che all’uomo fossero contestate anche le accuse di violenza privata e maltrattamenti in famiglia.
Il processo in primo grado con rito abbreviato si era concluso con una condanna dell’uomo a nove anni, comminata dal gup del tribunale di Viterbo Franca Marinelli.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, impugnò. Da qui, il processo di secondo grado, terminato ieri con condanna a sette anni. Due in meno rispetto alla precedente sentenza. Parti civili, la moglie e la figlia, oggi 16enne, dell’operaio, che avevano chiesto risarcimenti per 10mila euro ciascuna.
Le motivazioni della sentenza arriveranno entro i prossimi trenta giorni. Solo a quel punto si saprà se la vicenda può dirsi definitivamente conclusa o continuerà in Cassazione.

