- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Accusato di aver appiccato un incendio, arrestato

Condividi la notizia:

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

– Accusato di incendio, resta ai domiciliari.

Martedì pomeriggio, intorno alle 17,45, un uomo è stato fermato dai carabinieri a Ronciglione e arrestato con l’accusa di incendio.

L’uomo sarebbe stato infatti visto da alcune persone gettare qualcosa di già acceso dal finestrino della sua auto e, successivamente, proprio in quella zona si è sviluppato un incendio che si è propagato per circa 200 metri in un terremo in località Barco a Ronciglione.

La vicenda è giunta ieri al tribunale di Viterbo di fronte al giudice Mautone che ha confermato gli arresti domiciliari.

“La questione – spiega il legale dell’uomo, Simone Maria Fazio – è molto più complicata di quanto appare. Il mio cliente infatti è stato arrestato innanzitutto in una zona lontana da quella nella quale sarebbe stato visto appiccare l’incendio e in seguito alla perquisizione dell’auto da parte dei militari è stato trovato in possesso di una ghirba nella quale non c’era benzina ma solo un po’ di acqua e nell’abitacolo non era presente alcun accendino”.

Ma c’è di più. Sul terreno in questione è aperta da diversi anni una diatriba. “Il mio cliente – continua l’avvocato Fazio – è attualmente il conducente di un terreno confinante con quello in cui si è sviluppato il rogo. Un terreno demaniale, quindi di proprietà del comune di Ronciglione, che lui ora conduce e che precedentemente era di proprietà di due persone, una delle quali è proprio quella che ha segnalato ai carabinieri di averlo visto gettare dal finestrino qualcosa di infuocato“.

Proprio sulla questione della proprietà del terreno in questione c’è un fascicolo aperto già dal 2009. “La vicenda – sottolinea l’avvocato – va avanti dal 2006, ma dal 2009 è finita anche in tribunale con un’indagine dei pm Pacifici e Siddi. In tutto questo tempo il mio cliente non è mai stato condannato per le varie denunce ricevute in merito”.

Tutti particolari che l’avvocato Fazio ha esposto al giudice Mautone, ai quali si aggiunge l’assenza nella macchina di una qualunque cosa che possa aver utilizzato per far divampare le fiamme. “Il carabiniere che ha fermato il mio cliente – aggiunge Simone Maria Fazio – ha confermato che nella ghirba trovata sull’auto c’era soltanto acqua, aggiungendo poi che si sentiva un chiaro odore di benzina. Nella macchina però, proprio vicino alla ghirba, c’era anche una motosegna che non è stata sequestrata e che a mio avviso potrebbe essere la causa dell’odore di benzina, contenuta probabilmente nel serbatoio. Non c’era, infine, e anche questo è stato confermato dal carabiniere, alcun accendino o oggetto che potrebbe far bruciare qualcosa”.

Il giudice ha convalidato l’arresto. L’uomo, come richiesto dal pm Stefano D’Arma, è agli arresti domiciliari. Prossima udienza il 21 agosto.


Condividi la notizia: