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Riceviamo e pubblichiamo l’itinerario di un lettore, Massimo Calisti – Adotterei molto volentieri la serie di concerti che si terrà alla splendida arena “Le Fortezze”. Lo farei se la bella occasione fosse stata sfruttata meglio.
Sono stato proprio l’altro ieri sera al primo concerto della serie, tenuto dal gruppo “Periferia del mondo”.
Non c’era praticamente nessuno. Il gruppo doveva suonare un’ora e mezza, ma dopo un’ora e dieci il concerto è finito, perché a parte il sottoscritto, i tecnici del suono e forse altre tre o quattro persone, non c’erano altri spettatori.
Motivo? Il gruppo suonava male? Assolutamente no. Questo è il principale rammarico: il gruppo suonava benissimo, la musica era potente e splendidamente eseguita.
Perché, allora?
I perché sono molti. Ma prima di arrivarci vorrei fare un paio di premesse.
Ho avuto modo di vedere con attenzione il cartellone di tutti i concerti che si terranno nell’area durante Caffeina. Di sicuro non sono nomi noti, nomi che possano richiamare “da soli” un vasto pubblico. Ma altrettanto sicuramente sono nomi interessanti nel panorama dell’underground non solo locale (i “Periferia del mondo” sono di Roma e ho letto altri nomi interessantissimi non strettamente locali).
Quindi diciamo che il cartellone non è stato “buttato lì”, ma preparato con attenzione e con cura nel migliore dei modi.
La cornice, poi, come detto prima, è semplicemente splendida. L’abside di via delle Fortezze è un angolo di Viterbo quantomai suggestivo, che con la platea naturale che ha davanti si presta perfettamente per un’iniziativa del genere, preso qualche minimo accorgimento.
Bene, visti questi ulteriori motivi di rammarico, veniamo a quelli dell’assenza del pubblico.
1. Il programma.
Nel programma ufficiale l’evento è indicato in questo modo: “23.00 – Arena concerti Le Fortezze – Periferia del mondo – Ingresso libero”. Ora, come detto, non si tratta di artisti universalmente noti. Fai un programma molto ben fatto, un libretto ben impaginato. Che ti costa spendere due parole sugli artisti che si esibiranno? Scrivici almeno “gruppo di rock progressive”, non dico tanto di più. Ma fammi almeno capire a cosa vado incontro, dammi qualche indicazione, interessami in qualche modo. Stefano Benni non ha bisogno di tante parole, la gente ci va da sola. Ma ai “Periferia del mondo”, agli “Squali”, ai “The Babs” e via andare, qualche parola forse potrebbe giovare.
2. La location
Non c’era una sedia! Io sono arrivato dalla stazione di Porta Romana. Sapevo che c’era il concerto, altrimenti avrei pensato che lì fino al pomeriggio c’era forse stato qualcosa, ma che ormai stavano sbaraccando! Che senso ha preparare un cartellone così, in uno scenario così, e poi non mettere neanche una sedia? Io e i pochi spettatori ci siamo seduti alla meglio sui ruderi antistanti l’abside. C’erano degli spettatori che di tanto in tanto passavano e si appoggiavano alla staccionata. Qualcuno sedeva sulle panchine in alto… ma la visuale era pessima, da lì… Insomma, perché non mettere qualche sedia? Anche poche, va bene, ma magari per dare l’impressione che lì sia possibile ascoltare musica!
3. Varie ed eventuali
A causa di tutto quanto detto sopra, inoltre, a un certo punto nella deserta platea si è presentato un ragazzo ubriaco, che ha detto qualcosa verso il palco, ed è stato subito aggredito da due suoi amici, non proprio delicatissimi, che a spintoni, bestemmie e parolacce l’hanno portato via di forza. Poco dopo, un altro ubriaco si è trascinato per un po’, barcollando, in platea, è andato a urinare contro un muro, mi si è seduto vicino, si è alzato dopo pochi minuti e, sempre barcollando, se n’è riandato da dove era venuto. Uno spettacolo indecoroso. Caffeina comporta un grande sforzo organizzativo, d’accordo, ma forse un paio di persone di sorveglianza, anche non della polizia, potrebbero giovare. Anche perché lo spettacolo scaturito non è dignitiso né per la città né per un evento che mai come quest’anno si annuncia ricco, e di conseguenza attrattivo anche per “stranieri”.
Concludendo: ho vissuto il tutto con vivo rammarico. Un’occasione davvero sprecata. Basterebbe pochissimo per sistemare le cose meglio, per le serate che verranno. Ne gioverebbe sicuramente l’immagine di Viterbo e di Caffeina, si premierebbe lo sforzo di chi ha organizzato quest’aspetto della manifestazione, e soprattutto si eviterebbe di fornire uno spettacolo imbarazzante agli artisti chiamati ad esibirsi. L’anno prossimo si potrà così pensare magari di richiamare i “Periferia del mondo”, sperando di farli esibire in una cornice adeguata.
Cordialmente,
Massimo Calisti
