![]() Filippo Rossi |
![]() Manuel Anselmi |
Riceviamo e pubblichiamo – Sai bene che non sono affatto sulla tua stessa linea, così come sai bene che continuerò a svolgere un’attività critica da sinistra a molte delle proposte che vengono dalla destra, vecchia o nuova che sia. Come la tua, per intenderci. Ma la violenza no. E nemmeno lo squadrismo. Questo è l’ennesimo episodio a Viterbo. E tu sei la vittima più celebre.
Prima si limitavano ai ragazzi, come ha già ricordato Fortuna, con le magliette con il Ché e con i capelli lunghi. Adesso anche con voi.
Ti esprimo la mia solidarietà da cittadino a cittadino. La violenza politica è un dramma italiano. Impedisce la nascita di nuove identità politiche e Viterbo, sebbene provincia, anzi soprattutto perché provincia, ha un valore esemplare in questo processo necessario per il paese. Come vedi la misticanza non è sufficiente a fermare certe forme di militanza. Ci sono punti fermi che non vanno confusi. In democrazia la critica deve essere acerrima ma allo stesso tempo il rispetto delle persone sacrosanto.
A Viterbo da anni si è inaugurata una fase di conflitto di modelli culturali da offrire alla città e ai cittadini, Caffeina ne rappresenta uno. Così come tante altre realtà ne rappresentano altri. L’errore è la tensione all’egemonia. Il percorso sano è il confronto, anche dialetticamente aspro, all’insegna del bene comune.
Tutto ciò rispecchia quello che accade nel paese. La necessità di un dibattito che arrivi alle fondamenta della nostra società. I violenti restino fuori.
Manuel Anselmi
Docente di Sociologia dei fenomeni politici – Università degli Studi di Perugia
Docente di Scienza politica – Università degli Studi della Tuscia

