![]() Mirco Luzi, sindaco di Castiglione in Teverina |
Riceviamo e pubblichiamo – Il tanto atteso programma della Regione Lazio in merito al superamento dell’emergenza arsenico nella provincia di Viterbo è stato presentato, ieri, ancora nella forma di proposta operativa alla conferenza dei sindaci dell’Ato dall’assessore regionale all’ambiente Mattei e dall’assessore provinciale all’ambiente Equitani.
La proposta non solo è apparsa a tutti i presenti confusa, sollevando dubbi anche sulla sua applicabilità, ma dalle dichiarazioni dello stesso Mattei sono stati appurati definitivamente due aspetti purtroppo negativi.
Il primo, dal 1 gennaio 2013 i sindaci dei Comuni della provincia di Viterbo, dove la concentrazione di arsenico è tra i 10 e i 20 microgrammi/litro, saranno costretti loro malgrado a emettere l’ordinanza di non potabilità delle acque destinate al consumo umano in quanto gli impianti di dearsenificazione non saranno realizzati a quella data dalla Regione Lazio e non si conosco neppure quali saranno i tempi;
Il secondo, la gara che intende effettuare la Regione per la realizzazione dei 55 dearsenificatori previsti dall’Ato, non avendo la copertura finanziaria della Regione Lazio che ha stanziato soltanto sei milioni di euro dei circa 28-30 milioni di euro previsti (stima dell’AATO), dovrà essere garantita finanziariamente da Talete spa e da quei Comuni tuttora gestori del servizio attraverso un aumento del 5 per cento annuo della tariffa applicata da Talete per non meno di 5 anni consecutivi. Quindi ancora mani nelle tasche dei cittadini.
La situazione è pertanto preoccupante per non definirla drammatica. Dopo un anno e mezzo di commissariamento e a meno di sei mesi dalla scadenza della deroga della Commissione europea, la Regione si presenta con una proposta che non ha certezza di tempi, che si basa sull’aumento delle tariffe del servizio e che oltretutto ritengo sia di dubbia applicabilità sotto il profilo giuridico: come può un soggetto indire una gara senza garantire direttamente la copertura finanziaria?
La preoccupazione è che più passa il tempo e più ci si sta mettendo in un vicolo cieco, adottando una soluzione che non porterà alla risoluzione del problema ma che anzi aggraverà ancora di più la già difficile situazione che vive la gestione del servizio idrico nella provincia di Viterbo.
Sin da quando il presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi, nel gennaio 2011, ha nominato il presidente della Regione Lazio Polverini Commissario straordinario per l’emergenza arsenico abbiamo sostenuto la proposta che la Regione doveva stanziare tutti i fondi necessari per la realizzazione dei potabilizzatori e trasferirli a Talete e ai Comuni attraverso il coordinamento dell’AATO.
Il commissario Polverini invece ha deciso di intervenire direttamente alla realizzazione degli impianti attraverso la struttura commissariale della Regione, ma allo stesso tempo ha anche stabilito con il medesimo decreto (decreto n. 2 del 14 marzo 2011) al punto 3 “che nel caso di interventi a diretta esecuzione della struttura commissariale la Regione Lazio ha assicurato la completa copertura finanziaria tramite propri fondi, da trasferire nella contabilità speciale del Commissario delegato per l’emergenza arsenico nel Lazio”.
Si possono comprendere le difficoltà di un assessore regionale nel reperire le risorse necessarie vista la situazione finanziaria della Regione, ma il commissario Polverini, così come si è impegnato nel decreto da lui stesso firmato, essendo presidente della giunta regionale deve trovare i finanziamenti necessari. Non si può firmare un decreto in cui si stabilisce un cosa e poi non farla. Si tratta di un’emergenza che riguarda la salute dei cittadini e il presidente Polverini ha tutti i poteri per affrontarla.
Si resta in attesa, visto che ieri l’assessore Mattei si è impegnato, della convocazione per la prossima settimana di un tavolo in Regione con i sindaci dei 17 Comuni attualmente gestori del servizio al fine di affrontare la proposta operativa, in cui non mancherà in quella sede tutta la disponibilità con spirito collaborativo per addivenire alla definizione di una soluzione seria e percorribile al fine di risolvere una questione estremamente importante per la salute dei nostri cittadini.
Mirco Luzi
Sindaco di Castiglione in Teverina
