![]() L'assessore comunale Giovanni Bartoletti |
Riceviamo e pubblichiamo – Appaiono decisamente fuorvianti le perplessità espresse, sul futuro scalo aeroportuale viterbese e su i relativi finanzianti, dal direttore generale per gli aeroporti ed il trasporto aereo presso il Ministero guidato dal ministro Passera.
Le dichiarazioni di Pelosi, sono infatti in piena antitesi con quanto emerso dal recente rapporto presentato a metà giugno dal presidente dell’Enac Vito Riggio, nel quale si legge: “Fatte salve le scelte strategiche assunte già da tempo a livello istituzionale in merito alla localizzazione dei siti su cui sviluppare i nuovi scali di Viterbo, come terzo scalo del Lazio, e di Grazzanise quale scalo principale per il territorio campano, il Piano non prevede la realizzazione di nuovi scali nell’intero Paese.
Roma Fiumicino e Ciampino costituiscono il complesso aeroportuale del Centro Italia, integrati nel medio periodo dal nuovo scalo di Viterbo, in uno scenario in cui Fiumicino si configura come gate intercontinentale, hub del principale operatore nazionale; Ciampino come scalo primario caratterizzato come city airport per un traffico prevalente nazionale, rivolto ad una clientela business. Viterbo invece nel medio periodo è destinato ad accogliere il traffico delocalizzato da Ciampino e, pertanto, potrà assumere nel tempo il ruolo di scalo strategico nel sistema laziale”.
Ancor più estemporanee appaiono le esternazioni dello stesso Pelosi quando afferma di aver sempre avuto delle perplessità sull’aeroporto di Viterbo. E di averne ancora di più oggi.
È opportuno ricordare che Pelosi ricopre il suddetto ruolo almeno dai tempi in cui il ministro Bianchi scelse Viterbo quale sede del terzo scalo aeroportuale del Lazio, e che in tutti questi anni, non è mai stato presente ai lavori della cabina di regia per lo scalo viterbese, nè tantomeno ha mai sollevato dubbi sulla realizzazione dell’infrastruttura.
Forse queste dicotomie di pensiero tra strutture del medesimo ministero sorgono per la presenza di strutture identiche o simili che si sovrappongono sulle stesse tematiche: che senso ha avere una Direzione Generale per gli aeroporti ed il trasporto aereo presso il Ministero e un Ente quale l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) dipendente dal medesimo Ministero. Forse nel pacchetto sulla spending reviews, unificando i doppioni, si potrebbero trovare i fondi per far decollare i nuovi scali evitando che la mano destra non sappia cosa fa o dice la sinistra.
Giovanni Bartoletti
Assessore all’Aeroporto
