![]() Il sindaco Giulio Marini |
(p.p.) – “Dobbiamo uscire da questa ambiguità”.
Caffeina abbandona definitivamente il quartiere di Pianoscarano. Giulio Marini ne prende atto e su questo il sindaco è chiaro: non ci si può lamentare perché la città è spenta e poi protestare se si fanno manifestazioni (fotoracconto del decimo giorno di Caffeina).
Per il primo cittadino bisogna contribuire alla crescita della città. Anche a costo di qualche sacrificio.
Come valuta la situazione che ha portato all’abbandono di Caffeina del quartiere di Pianoscarano?
“Vedo molta incoerenza – afferma amareggiato il sindaco -. Incoerenza di chi da una parte dice che a Viterbo non ci sono grandi iniziative e nel momento in cui si svolgono si lamenta. Lo so che si va a toccare lo spazio vitale delle persone ed è fuori discussione che sia un sacrificio, ma non si poteva fare diversamente. Due sere fa ero in giro per il centro e solo pensare che potesse passare una macchina all’interno del circuito Caffeina era davvero una follia”.
Cioè?
“C’erano migliaia di persone che ostruivano il passaggio delle macchine – spiega Marini -. I residenti hanno tutto il diritto di accedere alla propria casa, ma con un’iniziativa di questa portata, non c’è proprio la possibilità fisica. Se i cittadini vogliono iniziative nel centro storico per valorizzare la città e farla conoscere all’esterno dobbiamo fare dei sacrifici. Altrimenti non si fa niente e finisce la storia”.
Perché lei non è intervenuto prima di arrivare a questo punto?
“Sabato mattina abbiamo concordato questa soluzione con gli organizzatori di Caffeina – racconta -. Non c’è stata nessuna presa di posizione unilaterale. Se il quartiere di Pianoscarano dimostra insofferenza all’iniziativa è inutile insistere e portarla avanti. Abbiamo quindi alzato bandiera bianca. Il problema non è questo però”.
Allora da cosa è dipeso tutto questo?
“Bisogna uscire dall’ambiguità – afferma -. Si deve capire se Viterbo vuole iniziative di questa portata oppure no. Io sono convinto che la cultura, i personaggi, le iniziative anche locali facciano crescere tutta la città. Non vorrei solo limitarmi alla festa della birra o altro”.
Quante decine di vigili urbani sono dislocati su Caffeina ogni sera?
“Ho notato un grande coordinamento delle forze dell’ordine. Ho visto personalmente pattuglie dei carabinieri, della guardia di finanza e della polizia locale”.
Ha senso per lei mettere i volontari della protezione civile a fare viabilità?
“E’ sicuramente un aiuto per gestire la situazione e indurre chi vuole entrare nel centro storico a non farlo – sostiene -. Altrimenti anche per questo dovremmo rinunciare alle iniziative culturali perché non abbiamo a disposizione tutto questo personale in ore notturne. Del resto i valichi sono molti. Ci stiamo adoperando per i varchi elettronici, ma le difficoltà restano soprattutto per la quantità di persone che occupano le strade ogni sera”.
Quando avete dato le concessioni a Caffeina non avete valutato certe conseguenze?
“Come no – afferma -. Gli organizzatori infatti hanno pensato di mettere nel quartiere gli eventi più tranquilli. Il problema però è un altro e cioè l’insofferenza al cambiamento delle proprie abitudini da parte dei cittadini. Una cosa che, per carità, ci può stare”.
Sempre al momento della concessione dei permessi, non avete pensato di aprire un dialogo coi viterbesi?
“Già lo scorso anno ci eravamo concentrati su questa cosa e avevamo chiesto una modifica agli organizzatori rispetto al piano presentato. Non è mancanza di dialogo, ma solo una contrarietà allo svolgimento di manifestazioni che limitano la libertà personale. Serve comprensione e sopportazione da parte dei cittadini per portare avanti certe iniziative”.
Voi come amministratori non avete tenuto conto delle conseguenze della viabilità?
“Certo che ne abbiamo tenuto conto, ma in questi casi non si può fare un referendum”.
Non potevate pensare, per esempio, ad agevolazioni per i residenti?
“E come si fa – esclama -. C’è talmente tanta gente che è impossibile percorrere le strade soprattutto per una questione di sicurezza”.
Perché il sindaco, però, non difende come dovrebbe manifestazioni culturali che fanno parte del patrimonio viterbese come il Tuscia operafestival o Caffeina?
“Non le difendo? – risponde a sua volta con una domanda – C’è chi sostiene il contrario, mettetevi d’accordo. Io cerco di fare il massimo per offrire dei prodotti che sta alla città cogliere”.
Cosa pensa di fare ora?
“Si va avanti così – conclude -. Caffeina va avanti. Credo che i cittadini debbano comprendere che manifestazioni di questo tipo danno alla città un valore aggiunto e la fanno crescere da un punto di vista socio-economico oltre che culturale. Bisogna sentirsi tutti quanti artefici dello sviluppo della città anche a costo di qualche sacrificio”.
Intanto questa mattina la questione Caffeina sbarca in giunta. Sarebbero stati invitati anche gli organizzatori della manifestazione Andrea Baffo e Filippo Rossi alla riunione di oggi.
Paola Pierdomenico
