![]() Piero Camilli |
![]() L'avvocato Pierfrancesco Bruno |
![]() L'avvocato di Enrico Valentini |
– Sarà una domenica di lavoro quella degli avvocati di Piero Camilli.
Mattia Grassani, Enrico Valentini e Pierfrancesco Bruno hanno poche ore di tempo per ultimare la memoria difensiva sul loro assistito. A mezzanotte la lista con le loro conclusioni ed eventuali richieste istruttorie dovrà essere depositata alla segreteria della Commissione nazionale di disciplina (Cnd), organo giudicante della Figc (Federazione italiana gioco calcio).
E’ l’immediata conseguenza del deferimento di Piero Camilli per illecito sportivo. Sul presidente del Grosseto calcio, nonché sindaco di Grotte di Castro, è stato aperto un procedimento disciplinare che inizierà mercoledì primo agosto, per lui come per un’altra quarantina di tesserati, dirigenti e calciatori delle varie società implicate nella maxi indagine sul calcio scommesse.
A Camilli la procura federale contesta due presunte partite truccate del campionato 2010-2011. Grosseto-Reggina del 23 maggio 2010 e Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010. Ma è soprattutto la seconda che avrebbe calamitato l’attenzione del procuratore federale Stefano Palazzi, dopo la raffica di interrogatori di calciatori del Grosseto tra giugno e luglio. L’accordo iniziale sarebbe stato soldi (tra i 20mila e i 30mila euro) ad alcuni giocatori dell’Ancora, in cambio di una vittoria non decisiva, ma che avrebbe potuto spianare al Grosseto la strada verso i play-off. La società di Camilli si sarebbe, infine, accontentata anche di un pareggio. E il match finì 1-1.
I calciatori sentiti in procura tirano in ballo l’allora direttore sportivo del Grosseto Andrea Iaconi e lo stesso Camilli. Per il centrocampista del Grosseto Filippo Carobbio tutte le decisioni passavano per il presidente che, quindi, era evidentemente al corrente dell’accordo. Ma il “grande accusatore” di Camilli è soprattutto Iaconi. E se nel corso del suo primo colloquio con i magistrati avrebbe smentito un qualsiasi ruolo della presidenza nella presunta combine, al suo secondo interrogatorio dell’8 giugno punta per la prima volta il dito contro il presidente del Grosseto. “Sapeva tutto dell’accordo con l’Ancona”, avrebbe detto, in sostanza, Iaconi al procuratore federale, modificando la sua versione precedente.
Una contraddizione sulla quale punteranno di certo i legali di Camilli, alle prese con la stesura della memoria difensiva. Per loro, Iaconi resta inattendibile. Per due volte hanno chiesto un confronto con lui e per due volte la Procura glielo ha negato.
Il procedimento, per ora, è di natura disciplinare. Ma potrebbe sfociare nel penale qualora a Camilli fosse contestata la frode sportiva. Pericolo che, per ora, secondo i suoi avvocati, il presidente non correrebbe.
Il rischio concreto, per lui, è la radiazione dalla Figc e per la società la retrocessione. Il procedimento inizia il primo agosto, con la prima udienza innanzi alla Commissione nazionale di disciplina della Figc.
Stefania Moretti


