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Caso Birindelli, tre nuovi indagati

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Angela Birindelli

Angela Birindelli

Paolo Gianlorenzo

Viviana Tartaglini

Spuntano altri tre indagati nell’inchiesta Birindelli-Gianlorenzo.

L’indagine sull’assessore regionale all’Agricoltura e sull’ex direttore di un quotidiano locale assume proporzioni sempre più vaste.

Arrivano a nove le persone iscritte nel registro degli indagati. L’assessora Birindelli. Gianlorenzo e la collega Viviana Tartaglini. Tre dipendenti pubblici di Asl, Comune di Viterbo e Agenzia delle entrate. E ora, gli ultimi tre. Tutti impiegati tra Regione e Arsial, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’Agricoltura del Lazio.

Per loro si ipotizzano abuso d’ufficio e altri reati collegati al filone di indagine riguardante la corruzione. Quindi la delibera con cui l’assessore Birindelli destinava 18mila euro al giornale di Gianlorenzo, in cambio di infuocati articoli contro i suoi avversari politici. Ma soprattutto il Vinitaly. L’altro cuore pulsante dell’inchiesta, riguardante i servizi di gestione e allestimento dello stand Lazio al Salone internazionale del vino. Nel 2011 era l’Arsial a occuparsi dell’affidamento diretto dell’appalto Vinitaly Lazio a Verona Fiere Spa. Quest’anno, invece, l’agenzia è stata estromessa e l’intera operazione è stata gestita dalla Regione.

Dagli atti acquisiti a Verona, poco tempo fa, si è tornati all’origine. Nel Lazio. Negli uffici della Regione e dell’Arsial dove, giorni fa, gli agenti della polstrada, delegati dal pm Massimiliano Siddi, hanno sequestrato nuove carte. Tra le mani, stavolta, non avevano un decreto di acquisizione atti, come ai precedenti sopralluoghi, ma di sequestro. Un atto più forte e vincolante, dal punto di vista giuridico. Valevole come avviso di garanzia per i tre destinatari.

E’ altamente probabile che i tre dipendenti abbiano firmato atti o delibere finiti in mano alla magistratura. Resta da capire quali e a quale scopo.

Stefania Moretti


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